Lo zafferano e poi

Giunto infine il tempo per mettere in terra i bulbetti di zafferano di Cuneo (Crocus sativus) che ci portarono Laura e le ragazze diverse settimane fa dopo una “vacanza in quota”. Un elegante sacchettino di carta con cinque bulbi che hanno dovuto attendere ben oltre la fine dell’estate, e che hanno trovato posto sull’orlo della Fascetta Mediterranea, tra il mirto tarantino e il cisto. Leggi tutto “Lo zafferano e poi”

Dopo la pioggia (tanta, tanta pioggia)

Quattro o cinque giorni di cielo grigio o lattiginoso, a parte una breve parentesi tre giorni fa, con piogge o pioggerelline saltuarie ma consistenti (tanto che l’ultima, ieri, ha fatto cedere il telo che ombreggiava la terrazza: lato lungo strappato con occhielli e tutto quanto); neanche a farlo apposta, perché abbiamo seminato o messo a dimora diverse piante, e tutto quest’umido con ridotta insolazione è sicuramente il meglio che si potesse chiedere per l’attecchimento.

Ospiti diversi su due fiori di margherita, 8 giugno
Schiena contro schiena con un “vicino pericoloso”, 8 giugno

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Proviamo con le fave!

cachi
Foglie di cachi, 11 novembre

Giardino Tuchel è, nelle nostre intenzioni, anche un po’ orto (oltre che parco giochi per cani, gatti e umani): dopo la prima timida esperienza con zucche e pomodori, seminati e ostinatamente curati da lei nell’estate più siccitosa degli ultimi decenni, eccoci pronti – complice anche l’aiuto pressante dei vicini e una certa predisposizione gastronomica da parte di lui – a tentare la carta delle fave.

Perché le fave? Beh, lo spunto iniziale è la prospettiva di poter organizzare una canonica giornata a fave e salame il 25 aprile o 1 maggio prossimi (prospettiva che, a parte la gioia di avere qualcosa di coltivare e accudire, lascia alquanto fredda lei); Leggi tutto “Proviamo con le fave!”