Giunto infine il tempo per mettere in terra i bulbetti di zafferano di Cuneo (Crocus sativus) che ci portarono Laura e le ragazze diverse settimane fa dopo una “vacanza in quota”. Un elegante sacchettino di carta con cinque bulbi che hanno dovuto attendere ben oltre la fine dell’estate, e che hanno trovato posto sull’orlo della Fascetta Mediterranea, tra il mirto tarantino e il cisto. Leggi tutto “Lo zafferano e poi”
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Risvegli

L’inverno duro e tardivo di quest’anno sembrava aver lasciato diverse vittime al suo passaggio; e alcune ce ne sono state, ma con nostra sorpresa e gioia ogni giorno scopriamo che sono sempre meno di quanto temessimo.
Le piante hanno questo di meraviglioso, che “lavorano” nel buio e nel silenzio e sono in grado di ripartire, o letteralmente di rinascere, anche quando tutto sembra ormai perduto, andato, condannato. E così, conservando, curando, scrutando con pazienza vasi e fusti apparentemente privi di vita e magari bruciati dal ghiaccio, è emozionante scoprire segni prima minutissimi, ambigui, di un possibile risveglio. Tracce trascurabili, microscopici puntini verdi che si fanno via via più palesi, si allargano gonfiando il legno secco, fino a mostrarsi inequivocabilmente per quello che sono e che le origina: nuova vita! O anche, altre volte, rami secchi che da un giorno all’altro si coprono di foglie, lasciando incerti a chiedersi “com’è possibile che fino a ieri non si vedesse nulla di nulla? Davvero questa pianta è rinata in una notte?“. Leggi tutto “Risvegli”
Fiori di sapori
In questo periodo sono in fiore diverse piante aromatiche od officinali; curiosamente, molte sono accomunate dal fatto di avere fiori piccoli (se non quasi invisibili) e di colore bianco o comunque molto tenue.
Eccone alcuni:
Attese
Non sembrerebbe, ma anche l’estate è un tempo di attese.
C’è la gatta che attende il topolino al varco, e quasi lo fa fuori. Si interviene con uno spruzzo d’acqua, un annaffiatoio, e si attende che il topino si faccia salvare salendo su una canna di bambù, sottile come le speranze di sfangarla… e forse anche lui, riparato dietro la struttura di ferro di un mobiletto da giardino, attende un intervento salvifico, qualunque esso sia, una possibilità per poter continuare le sue corse affamate e silenziose. L’ho lasciato al limitare del bosco – troppo lontano, forse, dalla sua tana? – chissà se e per quanto riuscirà a farla franca in questo territorio ad elevata densità felina…





