Dopo le prove di finimondo di venerdì scorso – piuttosto credibili, trombe d’aria comprese – e timorosi di essere piombati di colpo nell’Apocalisse, con ieri e oggi ci siamo per l’ennesima volta ricreduti, e per l’ennesima volta abbiamo tirato fuori costumi e crema solare per le nostre ore a Tuchel. Non tanto ieri, sabato, in cui siamo stati sostanzialmente immersi in altre occupazioni più casalinghe (ci siamo giusto sincerati che le suddette trombe d’aria non avessero provocato danni reali e poco altro), quanto oggi. Impressionante.
Ne abbiamo approfittato: prima, pulizia del giardinetto davanti a casa, con qualche spostamento strategico. Poi, diverse piccole cose che elenchiamo in ordine sparso: Leggi tutto “Piccoli passi, piccole novità”
Tanti anni fa, c’era una piccola pianta grassa, con delle buffe foglioline tonde e un fusto nato vecchio, che sembrava molto piu’ secco e vecchio di quanto fosse. Questa piantina, non si sa come, finì nelle mani di lei, che se ne prese cura un po’ alla buona, ovvero con buona volontà e scarse conoscenze. Per fortuna era una di quelle piante difficile da far arrendere. Leggi tutto “L’approdo”
Giornata caldissima, quella di oggi, davvero da mare (per chi ne ha la possibilità). L’inizio e la prima metà di settembre sembravano virare subito all’autunnale/tempestoso, meteorologicamente parlando, mentre gli ultimi giorni hanno regalato temperature sostanzialmente estive e inaspettate scottature. In fretta e furia avevamo tirato fuori dall’armadio maglie pesanti, giacche e impermeabili – estraendole da recessi ormai dimenticati – ma altrettanto in fretta li abbiamo ricacciati dentro, accaldati e sudati pur avendo addosso solo una canottierina.
Non si sa se ci sia una correlazione, ma a queste bizzarrie climatiche se ne accompagna una, diciamo, agricolo/degustativa, visto che da ormai una o due settimane raccogliamo e degustiamo i cachi dell’omonimo albero (Diospyros kaki o loto della Cina) sulla fascetta Mediterranea. Il bello è che i cachi dovrebbero maturare a novembre – tra l’altro quei grossi pomi arancione appesi ad alberi completamente spogli, magari con lo sfondo plumbeo di una giornata di fine autunno, fanno sempre un certo effetto, tra l’allegro e lo straniante – e non a settembre, come i fichi. Dovrebbero. Invece eccoli lì, ora, e non resta che approfittarne… mica li faremo cadere e spiaccicarsi per la gioia delle sole formiche, no? E poco male se dovranno dividersi lo spazio con i fichi, con i quali condividono una consistenza molle (con tendenza a spappolarsi) e un gusto molto zuccherino.
La pioggia infine è arrivata, sia pure con 24 ore di ritardo, e senza fare particolari danni: dopo una notte di vento e acqua oggi ci siamo potuti risparmiare l’annaffiatura quotidiana.
Verso sera eravamo comunque a Tuchel, per qualche piccolo lavoretto (tra cui la messa a dimora di tre specie nella Rampetta dei Sapori) e per assaporare il piccolo miracolo quotidiano del tramonto facendo due chiacchiere dalla Cisterna. E proprio in questo momento sospeso, non più giorno e non proprio notte, annunciati da qualche fruscio che lei mai sarebbe riuscita a percepire, ma lui sì, sono arrivati – anzi, tornati. Leggi tutto “Beccati!”