Beccati!

La pioggia infine è arrivata, sia pure con 24 ore di ritardo, e senza fare particolari danni: dopo una notte di vento e acqua oggi ci siamo potuti risparmiare l’annaffiatura quotidiana.

Verso sera eravamo comunque a Tuchel, per qualche piccolo lavoretto (tra cui la messa a dimora di tre specie nella Rampetta dei Sapori) e per assaporare il piccolo miracolo quotidiano del tramonto facendo due chiacchiere dalla Cisterna. E proprio in questo momento sospeso, non più giorno e non proprio notte, annunciati da qualche fruscio che lei mai sarebbe riuscita a percepire, ma lui sì, sono arrivati – anzi, tornati.

Dapprima un’ombra che scivolava dietro ai fichi, dove pochi minuti prima eravamo anche noi intenti alla raccolta. Abbiamo pensato al cinghiale, ma con l’aiuto della nuova super-torcia a led presa più o meno apposta, l’ombra sfuggente ha assunto la forma snella e sospettosa di un capriolo (Capreolus capreolus). Dietro di esso un’altra ombra, più piccola, è diventata un altro capriolo, evidentemente più giovane – sarà stato non più alto di 70 cm); e dopo qualche attimo un’altra ombra, un terzo animale. Tris!

Abbiamo pensato a una madre coi piccoli, ma il grande aveva un palco (quelle robe in testa che comunemente vengono chiamate corna, ma che come ci insegnano gli etologi sono un’altra cosa – palchi, appunto: la differenza è che le corna permangono, mentre i palchi si rinnovano ogni anno), quindi era sicuramente un maschio.

Capriolo sulla terrazza Spagna
Capriolo sulla terrazza Spagna

Con la luce della torcia puntata addosso i tre hanno continuato a frugare fra l’erba, sempre vigili eppure inconsapevoli che dietro la luce ci fossimo noi, due pericolosissimi esseri umani. Immobili e silenziosi li abbiamo spiati per qualche minuto, e tra mille precauzioni lei ha acchiappato il telefonino per fare qualche foto. Scrupoli ripagati, perché un paio di loro si sono avventurati in campo aperto, ovvero sulla palificata, a meno di dieci metri da noi. Un’occasione imperdibile ed emozionante: un conto è sapere che ci sono o vederli di sfuggita (o per meglio dire, vedere il loro didietro che saltella via in un attimo), e un altro è osservarli a pochi metri, liberi, presi nelle loro faccende anche se mulinano perennemente quelle loro grandi orecchie per poter fuggire a gambe levate al minimo allarme.

Capriolo sulla palificata: video

Il capriolo vigila dall'alto della palificata
Il capriolo vigila dall’alto della palificata

La cosa carina poi è che con noi c’erano Tummoletta e Charlotta, anche loro incuriosite da questi timidi ospiti. E molto più brave a muoversi senza farsi vedere e sentire, ma vabbé, partono avvantaggiate!

La gatta Charlie sorveglia un capriolo
La gatta Charlie sorveglia un capriolo

L’ultima foto (l’unica decente) è per l’azzeruolo, sul quale era previsto un post. Ne parleremo prossimamente…

Gemma sull'azzeruolo
Gemma sull’azzeruolo