Scaldiamo i motori

Dopo un marzo sorprendentemente freddo, a partire da poco dopo l’inizio della primavera astronomica sono arrivate giornate caldissime e molto, molto asciutte, che hanno ulteriormente aggravato il bilancio idrico negativo di questo inizio d’anno. Primavera ormai lanciata, quindi? Neanche per sogno! Ieri è finalmente arrivato un po’ di brutto tempo, con una pioggia in realtà molto discreta, e soprattutto temperature in forte calo. Di notte siamo tornati a dieci gradi o poco più, e per il momento dunque aspetto a buttar fuori tutte le piante che possono passare la bella stagione all’aperto.

Pruni e alberi da frutto, in giardino, sono ancora un po’ incerti nelle loro fioriture, avvenute in ordine sparso, a tentativo. Le giornate sono però inequivocabilmente più lunghe; questo facilita molto i lavori a Tuchel (con grandi novità di cui poi parleremo) e spinge comunque a partire anche le specie più incerte e sonnolente, come il gingko e i nespoli europei. Altre sono in piena fioritura o addirittura oltre, e si moltiplicano le macchie di colore spontanee.

Anche sul balcone c’è spettacolo, per esempio con i fiori tripetali di Albuca namaquensis e A. spiralis, bizzarri e profumatissimi.

Restando in tema di fioriture, sul balcone da mesi fanno bellissima mostra di sé i ciclamini (che prima o poi “libererò” e lascerò inselvatichire a Tuchel), non lontani da una delle ultime arrivate, Anigozanthos sp. o “Kangaroo paw”, di origine australiane, e da ciotole di succulente “di recupero” ignare ma pronte per una nuova vita. In casa attira l’attenzione la palmetta della mamma, Chamaedorea elegans, in abbondante e appariscente fioritura gialla.

In copertina: particolare di fiore di Malus X robusta ‘Red sentinel’ coi numerosi stami