Giornata caldissima, quella di oggi, davvero da mare (per chi ne ha la possibilità). L’inizio e la prima metà di settembre sembravano virare subito all’autunnale/tempestoso, meteorologicamente parlando, mentre gli ultimi giorni hanno regalato temperature sostanzialmente estive e inaspettate scottature. In fretta e furia avevamo tirato fuori dall’armadio maglie pesanti, giacche e impermeabili – estraendole da recessi ormai dimenticati – ma altrettanto in fretta li abbiamo ricacciati dentro, accaldati e sudati pur avendo addosso solo una canottierina.
Non si sa se ci sia una correlazione, ma a queste bizzarrie climatiche se ne accompagna una, diciamo, agricolo/degustativa, visto che da ormai una o due settimane raccogliamo e degustiamo i cachi dell’omonimo albero (Diospyros kaki o loto della Cina) sulla fascetta Mediterranea. Il bello è che i cachi dovrebbero maturare a novembre – tra l’altro quei grossi pomi arancione appesi ad alberi completamente spogli, magari con lo sfondo plumbeo di una giornata di fine autunno, fanno sempre un certo effetto, tra l’allegro e lo straniante – e non a settembre, come i fichi. Dovrebbero. Invece eccoli lì, ora, e non resta che approfittarne… mica li faremo cadere e spiaccicarsi per la gioia delle sole formiche, no? E poco male se dovranno dividersi lo spazio con i fichi, con i quali condividono una consistenza molle (con tendenza a spappolarsi) e un gusto molto zuccherino.

Un gusto che divide: per molti è irresistibile – il cachi in italiano è chiamato anche diòspiro o diòspero, ovvero cibo degli dèi (letteralmente: grano di Zeus)! – per altri fin troppo dolce, ma è soprattutto la polpa gelatinosa a incontrare qualche diffidenza; ad ogni modo ne esiste anche una versione “dura”, il cachi-mela, che dovrebbe far contenti tutti.
Coi frutti del nostro albero abbiamo fatto anche una marmellata (ne parleremo).
Proprio di fronte al cachi, prosegue la fantasmagorica fioritura della russelia, una pianta davvero stupefacente!


Durante la giornata un’altra piccola sorpresa, la prima fioritura della salvia ananas, anch’essa con un buffo, lungo fiore tubolare rosso. L’acclimatazione è dunque ufficialmente andata a buon fine, ed è bello vedere questi primi piccoli fiori in compagnia di quelli di tutt’altro forma e colore del rosmarino e della lavanda.


Dolcissimo fine settembre…


