Ricominciamo?

Tantissimo tempo è passato dall’ultimo post, e tantissime cose sono successe nel frattempo, sia a Tuchel sia nel mondo; molte di queste, purtroppo, spiacevoli, inaspettate, sconfortanti. Proviamo comunque a riprendere il discorso, perché la vita non si è mai fermata, e con essa la voglia e la volontà di rendere il mondo (intendo il mondo umano, civilizzato: perché il mondo naturale in sé, già lo è!) un posto più bello, armonioso, gentile ed equilibrato. Nel mio piccolo, nel nostro piccolo, con gesti e pensieri anche apparentemente irrilevanti, tutti possiamo e dobbiamo sforzarci di perseguire e proteggere un futuro che significhi progresso, serenità, rispetto e salute per tutti, non dimenticando che siamo parte di un pianeta e di ecosistemi che “funzionano” grazie a un equilibrio che, per definizione, non è immutabile né scontato.

germoglio noce
Una noce germinata ritrovata tra le foglie umide, 8 gennaio
Leggi tutto “Ricominciamo?”

Precocissima o tardivissima?

L’inverno è stato una finta fino a febbraio, poi è venuto un po’ di freddo – oggi è il primo giorno in cui ha un po’ mollato, con 15°C diurni; negli ultimi mesi le precipitazioni sono state ancora più finte, con un paio di ridicole pioggerelle e tanta tanta umidità nella prima metà di marzo. Necessarie alcune bagnature anche ravvicinate, nella speranza che presto piova sul serio.

Nel mitissimo inizio inverno ha prosperato la camelia Nuccio’s cameo, che ha dischiuso i primi boccioli

Leggi tutto “Precocissima o tardivissima?”

Ancora per poco

Ancora a casa, ma spero per poco. Guardiamo il lato positivo: domenica scorsa è stato il giorno più diabolicamente caldo del millennio, o almeno così poteva essere percepito, e quelli successivi sono stati solo leggermente meglio. L’impressione era che qualcuno avesse dimenticato aperto lo sportello di un enorme forno acceso, e in questi casi a poco servono finestre aperte per fare “corrente” (calda?), tende, docce, gelati per pranzo e quant’altro.

Mappe vegetali: foglia di Aristolochia elegans

Inevitabile parlare di riscaldamento globale, contromisure da mettere in atto, prese di coscienza collettive per salvare il pianeta; ma come in tante, troppe occasioni, mentre sono infinite sono le chiacchiere e i discorsi sui media – che snocciolano numeri, scenari, statistiche a getto continuo – sporadici, occasionali e spesso poco più (o poco meno) che simbolici gli atti concreti per realizzare l’inversione di rotta. Alla fine è più facile curare il sintomo (il caldo) facendo finta di credere che sia la causa, evitando quindi di ripensare e ricalibrare i nostri comportamenti e le nostre abitudini di essere “civilizzati” e dunque insopportabilmente pigri, ridicolmente miopi, stupidamente egoisti; insomma, sostnzialmente incapaci di quello sguardo nel futuro di cui tanto ci riempiamo la bocca parlando di figli e generazioni future.

Leggi tutto “Ancora per poco”