Ancora per poco

Ancora a casa, ma spero per poco. Guardiamo il lato positivo: domenica scorsa è stato il giorno più diabolicamente caldo del millennio, o almeno così poteva essere percepito, e quelli successivi sono stati solo leggermente meglio. L’impressione era che qualcuno avesse dimenticato aperto lo sportello di un enorme forno acceso, e in questi casi a poco servono finestre aperte per fare “corrente” (calda?), tende, docce, gelati per pranzo e quant’altro.

Mappe vegetali: foglia di Aristolochia elegans

Inevitabile parlare di riscaldamento globale, contromisure da mettere in atto, prese di coscienza collettive per salvare il pianeta; ma come in tante, troppe occasioni, mentre sono infinite sono le chiacchiere e i discorsi sui media – che snocciolano numeri, scenari, statistiche a getto continuo – sporadici, occasionali e spesso poco più (o poco meno) che simbolici gli atti concreti per realizzare l’inversione di rotta. Alla fine è più facile curare il sintomo (il caldo) facendo finta di credere che sia la causa, evitando quindi di ripensare e ricalibrare i nostri comportamenti e le nostre abitudini di essere “civilizzati” e dunque insopportabilmente pigri, ridicolmente miopi, stupidamente egoisti; insomma, sostnzialmente incapaci di quello sguardo nel futuro di cui tanto ci riempiamo la bocca parlando di figli e generazioni future.

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Stelle in verde e rosa

Da qualche giorno anche la seconda Hoya carnosa, quella variegata arrivata a Tuchel lo scorso anno, sta regalando la sua bellissima fioritura, fatta di piccole stelle sospese tra le foglie altrettanto morbide e (apparentemente) delicate. Lo spettacolo è partito in sordina, come si conviene alle cose più belle, con i buffi boccioli a ombrello capovolto che hanno iniziato a occhieggiare tra i rami ricadenti, gonfiandosi sempre di più.

hoya boccioli e fiori
Capolino di fiori di Hoya carnosa variegata in bocciolo (21 luglio, sopra) e completamente aperti (sotto, 29 luglio)
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Autunno?

Non sembra proprio di essere in ottobre – perlomeno oggi, perlomeno durante le ore diurne – e sì che cominciano a celebrarsi sagre dei porcini (buoni!!), delle castagne e simili.

Il primo di ottobre è stato tranquillo, coperto ma non freddo, e ha visto anche un po’ di pioggia; ieri molto sole fino al primo pomeriggio; oggi, cielo limpidissimo, sole caldo, nuove fioriture. Uno splendore. Ogni giorno è una scoperta, nel senso che a livello meteorologico non solo le previsioni non ci azzeccano, ma nel giro di 24 ore passiamo con disinvoltura da una stagione all’altra. Mah.

A Tuchel le piante fioriscono o rifioriscono e chiedono molto da bere; le accontentiamo. Fervono i progetti, nel giro di poco dovremmo portare l’elettricità e predisporre uno spazio per collocare una casetta degli attrezzi. Nel frattempo ci arrangiamo, saltiamo la corda e cerchiamo di far fuori tutti i cachi che sforna l’alberello. Non è facile!

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