Una selezione di immagini degli ultimi mesi (o anni), fra creature inaspettate e inaspettati giochi di luce, forme e colori.

Un parco-giardino dietro casa e le sue mille forme di vita
Una selezione di immagini degli ultimi mesi (o anni), fra creature inaspettate e inaspettati giochi di luce, forme e colori.

Ancora a casa, ma spero per poco. Guardiamo il lato positivo: domenica scorsa è stato il giorno più diabolicamente caldo del millennio, o almeno così poteva essere percepito, e quelli successivi sono stati solo leggermente meglio. L’impressione era che qualcuno avesse dimenticato aperto lo sportello di un enorme forno acceso, e in questi casi a poco servono finestre aperte per fare “corrente” (calda?), tende, docce, gelati per pranzo e quant’altro.
Inevitabile parlare di riscaldamento globale, contromisure da mettere in atto, prese di coscienza collettive per salvare il pianeta; ma come in tante, troppe occasioni, mentre sono infinite sono le chiacchiere e i discorsi sui media – che snocciolano numeri, scenari, statistiche a getto continuo – sporadici, occasionali e spesso poco più (o poco meno) che simbolici gli atti concreti per realizzare l’inversione di rotta. Alla fine è più facile curare il sintomo (il caldo) facendo finta di credere che sia la causa, evitando quindi di ripensare e ricalibrare i nostri comportamenti e le nostre abitudini di essere “civilizzati” e dunque insopportabilmente pigri, ridicolmente miopi, stupidamente egoisti; insomma, sostnzialmente incapaci di quello sguardo nel futuro di cui tanto ci riempiamo la bocca parlando di figli e generazioni future.
Leggi tutto “Ancora per poco”I nostri piani sono noti per essere sempre sottoposti alla legge del caso, e così è anche per me in questi giorni: un infortunio lieve e banale come una battuta sciocca, di quelli che se fossero un fumetto sarebbero una buffa vignetta con Paperino e non certo una sanguinolenta scena di Dylan Dog, ma sufficiente a bloccarmi a casa visto che il mio non è più un lavoro d’ufficio (e meno male!). Bloccarmi per modo di dire, certo, perché le piante a Tuchel bisogna pur bagnarle, e i gattini nutrirli, e poi c’è la Signora Fletcher e tutto il resto; diciamo che la modalità operativa è ridotta all’essenziale, grazie anche al meteo che dopo un giugno disastrosamente caldo sta concedendo qualche nube ristoratrice.
Leggi tutto “A casa”Dopo una lunghissima pausa, segni di vita su questo blog di Tuchel. In mezzo, l’esperienza del corso per Giardinieri e Manutentori del Verde alla Scuola Agraria del Parco di Monza – esperienza con molte luci e almeno altrettante ombre, su cui mi soffermerò forse in altre occasioni.
Leggi tutto “Dove eravamo rimasti?”