Dopo una lunghissima pausa, segni di vita su questo blog di Tuchel. In mezzo, l’esperienza del corso per Giardinieri e Manutentori del Verde alla Scuola Agraria del Parco di Monza – esperienza con molte luci e almeno altrettante ombre, su cui mi soffermerò forse in altre occasioni.
Non è mai venuta meno l’abitudine di raccogliere semi e talee nei posti più diversi, per provare a tirare su nuove piante. Tra questi, un buon successo sta avendo Chimonanthus praecox, altrimenti noto come calicanto d’inverno, di cui ho raccolto qualche seme a più riprese (anzi, i primi me l’ha passati in modo del tutto casuale un compagno di corso). Si tratta di una bellissima pianta – arbusto o alberello – che fiorisce precocissima in pieno inverno, profumando le giornate più fredde e ricordandoci che la vita non si ferma mai. In qualche modo viene evidentemente impollinata, e già a fine gennaio o febbraio si possono raccogliere i semi – cosa che ho subito fatto. Per la prima semina ho aspettato qualche settimana, e seguito la tecnica dell’ammollo, lasciando i semi a bagno per almeno un giorno; anche le altre volte ho messo i semi in ammollo, ma diversamente dal suggerimento che si trova su Internet non ho mai scarificato né “spogliato” i semi della loro cuticola.
Per seconda e terza semina ho segnato le date, per avere qualche riferimento sui tempi di germinazione: 4 aprile e 1 maggio rispettivamente. La prima, molto casuale, è stata a febbraio, con più semi in un vaso; una prima plantula è comparsa a fine marzo, la seconda diverse settimane dopo – ma pare molto più rapida nello sviluppo. Le ho comunque separate, e ho potuto osservare una radichetta già parecchio profonda.
Con l’occasione ho rinvasato anche alcuni piccoli alchechengi peruviani (Physalis peruviana), nati inopinatamente nel vaso di una talea di Aeschynanthus, e con l’apparato radicale fine ma già molto sviluppato.
Non manca qualche immagine di contorno, con l’idea che i prossimi aggiornamenti saranno un po’ più strutturati e regolari.

Viburno palla di neve (Viburnum opulus), 30/4 
Tummy in posa davanti al filare di iris, 26/4 
Loretta ed Ellie in relax, 26/4 
Aquilegia, 26/4 
Pervinca (Vinca major variegata), 26/4 
L’iris color malva inizia a fiorire poco più tardi del bicolore, 26/4 
L’iris azzurro-pervinca in contrasto coi cugini 
Altro dettaglio dello splendido iris 
Ancora iris 
Elicriso liquirizia in boccio e pronto a fiorire, 26/4 
Anche nell’orto compaiono i monocotiledoni della cipolla (Allium cepa), 1/5
Appunto, ancora, la messa a dimora dei rosmarini prostrati (?) lungo la palificata (25 con altre cinque piante a fare da “riserva”), mercoledì scorso, sotto una pioggia sottile sottile che dovrebbe aver minimizzato il trauma del trapianto. Pioggia che a intervalli più o meno lunghi è caduta anche nei giorni successivi, facendosi oggi pomeriggio anche più intensa. Il che fa ben sperare… con buona pace dei “fuoriportisti” in questi tempi di piccole, rinnovate libertà.
In copertina: succulente in “caduta libera” dalla palificata Spagna, lato ovest.



