Un angolo d’estate

Fioritura succulente
Fiori di mesembriantemi, crassule, sedum sulla Terrazza Spagna. 6/5

Due giorni – ieri e l’altro ieri – è durata una sorta di inizio d’estate, con finalmente un sole deciso (anche troppo) e l’aria secca e sonnolenta. Un clima timidamente annunciato dalla fioritura di alcune succulente sull’angolo a ponente della Terrazza Spagna, e che oggi ha lasciato spazio a una perturbazione che potrebbe farsi consistente, molto consistente, domani.

Ci godiamo il momento, come sempre, e il profumo inebriante delle rose che non tradiscono; puntuali, dalla fine di aprile le loro corolle colorate dicono che sì, ormai siamo nella bella stagione, che l’aria è un concentrato di nuova energia da respirare, che la vita è una promessa che si fa certezza in ogni istante, in ogni più piccolo anfratto, una festa per una miriade di invitati più o meno visibili.

Per chi ne ha l’opportunità, è quasi un dovere cercare di catturare e conservare la dolcezza inebriante delle rose, per esempio preparandole in sciroppo. Le ricette si sprecano, ma in buona sostanza occorrono petali di rose profumate (il rosso è il colore più familiare, ma non certo l’unico), acqua, limone e zucchero e un procedimento molto semplice che qui riassumo.

Per prima cosa ho raccolto le corolle (in due volte; da un giorno all’altro le prime le ho conservate in sacchetto di carta in frigo) e le ho sfogliate in una ciotola, scartando insetti, brattee e parti morte; poi ho fatto bollire circa un litro d’acqua e l’ho versato sui petali, vi ho spremuto anche un limone, ho mescolato e coperto il tutto, lasciando in infusione per ventiquattr’ore abbondanti (diciamo anche un paio di giorni, cambia poco). A questo punto ho filtrato il liquido, strizzando ben bene i petali prima di metterli nell’umido per ottenere quanto più succo possibile, e l’ho messo in pentola con un chiletto di zucchero, girando per farlo sciogliere. Portato a bollore per dieci-quindici minuti, l’ho infine versato nelle bottigliette di vetro.

Ora basterà aspettare qualche giorno e lo sciroppo sarà pronto da gustare, diluito in acqua fredda o calda, aggiunto al tè o al gelato, qualcuno suggerisce anche col latte a mo’ di orzata. Da provare, e con le prossime corolle magari sperimento la confettura di rosa!

Sarebbe interessante fare uno sciroppo viola, del colore della violetta africana che prospera in sala… a trovare la varietà adatta! Mi accontento dei contrasti di colore e tessitura tra foglie, petali e antere polliniche di queste piantine in un certo senso modeste ma di grande compagnia, che hanno impiegato poco tempo a compensare un sostanziale cambio di metodo di coltivazione: invece di una collocazione molto riparata e con scarsa irrigazione, sole anche diretto da dietro la finestra, e piedini a bagno nel sottovaso (due cm scarsi d’acqua a cui le piante attingono autonomamente, con un paio di giorni di asciutto tra un rabbocco e l’altro).

violetta africana
In casa: bellissima doppia fioritura delle annose Saintpaulia, 9/5

A Tuchel, oltre ai lavori pesant(issim)i come il taglio dell’erba che nelle ultime settimane cresce a una velocità strabiliante e l’eliminazione dei rovi, ci sono tante piccole cose da fare: seminare, accatastare la legna vecchia, rinvasare, facendo ricognizioni periodiche fra le talee e le semine per verificare successi e insuccessi. Delle piantine di Monza, per esempio, stanno andando bene lonicera, ligustro e talee di ortensia rampicante (Hydrangea petiolaris), oltre ai due Cornus che ho finalmente trasferito dai rispettivi contenitori provvisori- fondi di bottiglie di plastica – a più dignitosi vasi di coccio.

I due Cornus sp. “monzesi” rinvasati hanno già un altro aspetto, 6 maggio.

In copertina: petali di rose in infusione in acqua e succo di limone.