L’ultimo?

Oggi noto l’ultimo nato fra i Chimonanthus praecox, seminato il I maggio – la terra nell’alveolo del portauova appena un po’ sollevata e, sotto, l’inequivocabile virgolotta verde-biancastra della radichetta. Dei suoi fratelli, qualcuno ha già messo la quarta coppia di foglie, ma almeno nel nascere mi pare di capire che questa sia una specie che se la prende comoda: da quasi quaranta giorni a circa tre mesi… diventa fondamentale rispettare questi tempi e non farsi prendere anzitempo dallo sconforto, buttando tutto nell’umido!

seme chimonanto
Seme di calicanto, 9/6
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Dove eravamo rimasti?

Dopo una lunghissima pausa, segni di vita su questo blog di Tuchel. In mezzo, l’esperienza del corso per Giardinieri e Manutentori del Verde alla Scuola Agraria del Parco di Monza – esperienza con molte luci e almeno altrettante ombre, su cui mi soffermerò forse in altre occasioni.

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Falso allarme

Nubi a strati, minacciose ma non troppo, 7 settembre

Qualche giorno fa , e fino all’altro ieri, sembrava arrivato improvvisamente l’autunno: pioggia, sia pure non tanto furiosa, e soprattutto temperature molto basse, soprattutto al mattino… si è dovuta tirare fuori una copertina per la notte – e dormire con la finestra chiusa – , cosa impensabile ormai a settembre appena iniziato. Tra l’altro, l’onda fredda ha accolto l’ultimo esperimento, ovvero la semina di Passiflora edulis (semi avuti in dono dall’entusiasta Diego, il figlio più giovane di Bruno il vicino, alle prese a sua volta coi primi passi botanico-giardinieri con le semine di P. edulis, appunto, e di Mangifera indica, il mango). Trattasi di specie da clima tropicale e subtropicale, che di certo non avrà apprezzato molto il freddo soprattutto notturno; ma il caldo è tornato e i semi sono in terra da pochi giorni, vedremo.

Tummy
Dell’attenta Tummy si vedono qui le striature rosse sopra agli occhi, 8 settembre
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