La morsa feroce dell’afa si è fortunatamente allentata, negli ultimi giorni, rendendo possibile ricominciare a fare qualche lavoretto, oltre che a respirare… certo, il mio piccolo orto non è stato mai abbandonato, così come il boschetto di aceri ha ricevuto annaffiature extra (altrimenti credo che sarebbe letteralmente evaporato), ma c’è voluta una certa forza di volontà e tutto l’affetto per queste nobili e silenziose creature che sono le amiche piante.
Nubi a strati, minacciose ma non troppo, 7 settembre
Qualche giorno fa , e fino all’altro ieri, sembrava arrivato improvvisamente l’autunno: pioggia, sia pure non tanto furiosa, e soprattutto temperature molto basse, soprattutto al mattino… si è dovuta tirare fuori una copertina per la notte – e dormire con la finestra chiusa – , cosa impensabile ormai a settembre appena iniziato. Tra l’altro, l’onda fredda ha accolto l’ultimo esperimento, ovvero la semina di Passiflora edulis (semi avuti in dono dall’entusiasta Diego, il figlio più giovane di Bruno il vicino, alle prese a sua volta coi primi passi botanico-giardinieri con le semine di P. edulis, appunto, e di Mangifera indica, il mango). Trattasi di specie da clima tropicale e subtropicale, che di certo non avrà apprezzato molto il freddo soprattutto notturno; ma il caldo è tornato e i semi sono in terra da pochi giorni, vedremo.
Dell’attenta Tummy si vedono qui le striature rosse sopra agli occhi, 8 settembre
Oggi lieve rialzo della temperatura – più vicine a ciò che ci si aspetta a maggio – e nessuna precipitazione. Ne approfitto, durante il giro pomeridiano con Loretta e Thor (ormai fanno coppia fissa!), per qualche lavoretto pseudo orticolo: così, tanto per non buttare via alcune buste di semi ormai vecchie e i vecchi frutti dei peperoncini dell’anno scorso, e tanto per avere l’impressione di tenere il giardino (e l’orto).
E così, vai col kit da supermercato con quattro specie di piante aromatiche (con quattro vasetti di torba, quattro compresse di torba pressata e via dicendo); i quattro micro-vasetti li ho usati tutti per il basilico, però, e il resto l’ho seminato direttamente in pieno campo, là dove c’erano le fave, tolte senza troppi complimenti. Il terreno era bello soffice e, avendo ospitato leguminose, dovrebbe essere ricco di azoto; certo la concorrenza di convolvolo, parietaria e graminacee varie è temibile, vedremo se e cosa uscirà.
Fatto questo, ho lanciato nel grande vaso di cemento i semi estratti dai peperoncini ormai rinsecchiti; e ancora, quattro bustine di cose varie, dalle viole del pensiero ai fiori da scarpata. Dubito che ne nasca qualcosa, ma tentare non nuoce, e fuori si stava davvero bene.
Non avendo immagini di questi esperimenti, ripiego sulle foto dei giorni scorsi, a partire dalla bellissima rosa di Tino ormai lanciatissima sulle orme della pianta madre.
La splendida rosa rossa da talea, uno dei primi doni di Tino, 16 maggio
Boccioli di cineraria
Il filadelfo, profumatissimo
Un girino con le zampette
Ape su passiflora (Passiflora caerulea)
Particolare di un fiore di passiflora
Lo stupefacente fiore di un cactus
Una farfallina nell’angolo delle succulente
L’angolo est della palificata sotto alla Terrazza Bocage
Delosperma echinatum, il fiore di un giallo splendente
In bagno prosegue la magnifica fioritura delle piante carnivore di Drosera adelae, i cui fiori sono così piccoli che fotografarli è davvero impegnativo!
La bellissima “composizione” di drosera adelae in bagno, 16 maggio
Quattro o cinque giorni di cielo grigio o lattiginoso, a parte una breve parentesi tre giorni fa, con piogge o pioggerelline saltuarie ma consistenti (tanto che l’ultima, ieri, ha fatto cedere il telo che ombreggiava la terrazza: lato lungo strappato con occhielli e tutto quanto); neanche a farlo apposta, perché abbiamo seminato o messo a dimora diverse piante, e tutto quest’umido con ridotta insolazione è sicuramente il meglio che si potesse chiedere per l’attecchimento.
Schiena contro schiena con un “vicino pericoloso”, 8 giugno