Fugace ricchezza

Il maggio spaventosamente caldo e torrido di quest’anno è passato, e così anche un giugno un po’ ambivalente – ma prevalentemente bello. Ora – paradossalmente – le temperature sembrano essere scese ancora, almeno di sera. Gli alberi da frutto offrono la loro vitaminica ricchezza in silenzio; un’abbondanza che pare poter durare settimane o mesi, e che invece bisogna imparare a cogliere più o meno al volo: per ognuno di loro il periodo di raccolta è da pochi giorni a un paio di settimane (salvo i fichi, ma loro sono un caso a parte), e ogni volta mi colpisce quanto sia fugace ed effimera questa ricchezza.

luke albicocche
Luke e le albicocche per Bruno, 5 luglio
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Dopo la pioggia (tanta, tanta pioggia)

Quattro o cinque giorni di cielo grigio o lattiginoso, a parte una breve parentesi tre giorni fa, con piogge o pioggerelline saltuarie ma consistenti (tanto che l’ultima, ieri, ha fatto cedere il telo che ombreggiava la terrazza: lato lungo strappato con occhielli e tutto quanto); neanche a farlo apposta, perché abbiamo seminato o messo a dimora diverse piante, e tutto quest’umido con ridotta insolazione è sicuramente il meglio che si potesse chiedere per l’attecchimento.

Ospiti diversi su due fiori di margherita, 8 giugno
Schiena contro schiena con un “vicino pericoloso”, 8 giugno

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