Si avvicina a grandi passi il 25, che quest’anno sarà davvero molto diverso dal consueto; mi pare incredibile che manchi solo una settimana! Per fortuna da queste parti la frenesia malata della ricorrenza non arriva, se non per le luci a balconi e finestre che si moltiplicano di giorno in giorno, e anzi le passeggiate nei dintorni, complice una pioggia leggera e delicata ma insistente unita a banchi di foschia che si muovono pigri, sono particolarmente solitarie.
Cipresso, eucalipto, salice e noci per la ghirlanda di Tuchel 13/12
Nubi a strati, minacciose ma non troppo, 7 settembre
Qualche giorno fa , e fino all’altro ieri, sembrava arrivato improvvisamente l’autunno: pioggia, sia pure non tanto furiosa, e soprattutto temperature molto basse, soprattutto al mattino… si è dovuta tirare fuori una copertina per la notte – e dormire con la finestra chiusa – , cosa impensabile ormai a settembre appena iniziato. Tra l’altro, l’onda fredda ha accolto l’ultimo esperimento, ovvero la semina di Passiflora edulis (semi avuti in dono dall’entusiasta Diego, il figlio più giovane di Bruno il vicino, alle prese a sua volta coi primi passi botanico-giardinieri con le semine di P. edulis, appunto, e di Mangifera indica, il mango). Trattasi di specie da clima tropicale e subtropicale, che di certo non avrà apprezzato molto il freddo soprattutto notturno; ma il caldo è tornato e i semi sono in terra da pochi giorni, vedremo.
Dell’attenta Tummy si vedono qui le striature rosse sopra agli occhi, 8 settembre
Oggi pomeriggio ho raccolto le forze e il momento giusto e, dopo qualche altro piccolo lavoretto e con la compagnia di Loretta e Thor che scorrazzavano per le terrazze, ho scavato la buca per mettere in piena terra il profumato viburno acquistato circa un mese fa. Una buca piuttosto grossa e con un coefficiente di difficoltà dato dalla pendenza del luogo scelto per l’impianto, ma è andata più liscia del previsto, e alla fine ho completato il lavoro, pur avendo ipotizzato di farlo domani.
Il posto: lungo il piccolo declivio sotto agli ulivi, all’estremità della terrazza Spagna, e a protezione dei due limoni di zia Mara, che a loro volta chiudono il piccolo spazio su cui si apre il secondo cancelletto della recinzione.
Finalmente un po’ di pioggia, negli ultimi giorni: ristora le piante, favorisce le poche messe a dimora (due minuscoli lillà, gli ultimi acquisti Armeria sp. e un’altra a fiori bianchi dalla Piazzetta, Ornithogallumcaudatum in zona piscinetta…) e le concimazioni fatte, spezza la routine e fornisce un’ottima scusa per stare un po’ di più a casa a sonnecchiare.