Si avvicina a grandi passi il 25, che quest’anno sarà davvero molto diverso dal consueto; mi pare incredibile che manchi solo una settimana! Per fortuna da queste parti la frenesia malata della ricorrenza non arriva, se non per le luci a balconi e finestre che si moltiplicano di giorno in giorno, e anzi le passeggiate nei dintorni, complice una pioggia leggera e delicata ma insistente unita a banchi di foschia che si muovono pigri, sono particolarmente solitarie.
Cipresso, eucalipto, salice e noci per la ghirlanda di Tuchel 13/12
Ogni giorno c’è qualcosa da pubblicare, da dire, da esprimere, ma le ore scivolano via come i piselli quando cerchi di infilzarli con la forchetta, e i pensieri, privi di un supporto a cui aggrapparsi, restano sospesi nell’aria, indefiniti,, fino a dissolversi pian piano senza lasciare quasi traccia.
Eucalipto: dall’alto a sinistra boccioli, fiori e capsule di semi
Un paio di settimane fa, con la fine di agosto, era arrivato anche un bellissimo temporale, portando ristoro e qualche giorno di nuvole e fresco. Qualche giorno fa (il 7), con l’annuncio esplosivo dato da un boato tremendo alle 2 esatte di notte, si sono nuovamente aperte le cateratte; è seguito una sorta di spettacolo idro-pirotecnico affascinante ma decisamente incompatibile col sonno. Tutto bene, temperature diurne più confacenti alla stagione che si avvia alla fine dell’estate, quindi? No, neanche per idea! Se al mattino, insieme ai gatti che aspettano la colazione mi accoglie la rugiada sui prati, il sole delle ore centrali è implacabile e, se possibile, ancora più molesto che in pieno agosto: è più basso, più diretto quasi, più temibile perché non te lo aspetti così forte. L’unica consolazione è che le giornate finiscono sempre prima, ma l’afa pomeridiana è davvero incredibilmente opprimente.
La prima metà di questo mese è stata veramente dura, a livello climatico: caldo, soloe, sole, caldo, e umidità spesso altissima. Ci sono stati solo due piccolissimi intervalli, troppo poco per dare sollievo, con piogge scarsissime. Come ho raccontato in un altro post, ho preso contromisure laddove possibile, per le piante più a rischio: tende e teli sul pavimento per il balcone, bagnature a go-go, tessuto-non-tessuto per gli aceri giapponesi e via dicendo, ivi comprese lunghe sessioni di annaffiature aggiuntive.