Una (lunga) botta di caldo

La prima metà di questo mese è stata veramente dura, a livello climatico: caldo, soloe, sole, caldo, e umidità spesso altissima. Ci sono stati solo due piccolissimi intervalli, troppo poco per dare sollievo, con piogge scarsissime. Come ho raccontato in un altro post, ho preso contromisure laddove possibile, per le piante più a rischio: tende e teli sul pavimento per il balcone, bagnature a go-go, tessuto-non-tessuto per gli aceri giapponesi e via dicendo, ivi comprese lunghe sessioni di annaffiature aggiuntive.

Charlie tra alcuni aceri protetti con tnt, 19/8

Purtroppo ci sono state comunque vittime, peraltro dove non me lo aspettavo. Per esempio, sono collassati diversi rami della feijoa più grande all’ingresso di Tuchel, e uno dei pinetti di Tino vicino alla Steppa. In compenso, a parte molte foglie seccate e cadute, gli aceri paiono tenere botta (qualcuno, come il corallino, è anzi molto in forma, mentre curiosamente mi sembrano più sofferenti le varietà a foglia scura). Mi auguro davvero che il peggio sia passato: le giornate si sono accorciate, tra pochi giorni saremo a settembre, insomma vedo il tunnel in fondo alla luce abbagliante di quest’agosto infinito e infinitamente spossante.

Loretta sguardo
… ma davvero vuoi uscire??

Serafici e a loro agio, invece, i gatti, che si divertono a seguirmi dopo la merenda nelle peregrinazioni nelle varie zone del giardino, controllando discretamente la situazione. Fra i posti preferiti, il terreno forse più fresco e morbido ai piedi delle piante da orto, in particolare sotto agli zucchini dalle larghe foglie.

In copertina: una sfinge del galio (o sfinge colibrì, Macroglossum stellatarum) si allontana da un fiore di calendula