Due tregue e il magnifico sfagno

Un paio di settimane fa, con la fine di agosto, era arrivato anche un bellissimo temporale, portando ristoro e qualche giorno di nuvole e fresco. Qualche giorno fa (il 7), con l’annuncio esplosivo dato da un boato tremendo alle 2 esatte di notte, si sono nuovamente aperte le cateratte; è seguito una sorta di spettacolo idro-pirotecnico affascinante ma decisamente incompatibile col sonno. Tutto bene, temperature diurne più confacenti alla stagione che si avvia alla fine dell’estate, quindi? No, neanche per idea! Se al mattino, insieme ai gatti che aspettano la colazione mi accoglie la rugiada sui prati, il sole delle ore centrali è implacabile e, se possibile, ancora più molesto che in pieno agosto: è più basso, più diretto quasi, più temibile perché non te lo aspetti così forte. L’unica consolazione è che le giornate finiscono sempre prima, ma l’afa pomeridiana è davvero incredibilmente opprimente.

Nuvoloni scenografici al tramonto, 31 agosto
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Falso allarme

Nubi a strati, minacciose ma non troppo, 7 settembre

Qualche giorno fa , e fino all’altro ieri, sembrava arrivato improvvisamente l’autunno: pioggia, sia pure non tanto furiosa, e soprattutto temperature molto basse, soprattutto al mattino… si è dovuta tirare fuori una copertina per la notte – e dormire con la finestra chiusa – , cosa impensabile ormai a settembre appena iniziato. Tra l’altro, l’onda fredda ha accolto l’ultimo esperimento, ovvero la semina di Passiflora edulis (semi avuti in dono dall’entusiasta Diego, il figlio più giovane di Bruno il vicino, alle prese a sua volta coi primi passi botanico-giardinieri con le semine di P. edulis, appunto, e di Mangifera indica, il mango). Trattasi di specie da clima tropicale e subtropicale, che di certo non avrà apprezzato molto il freddo soprattutto notturno; ma il caldo è tornato e i semi sono in terra da pochi giorni, vedremo.

Tummy
Dell’attenta Tummy si vedono qui le striature rosse sopra agli occhi, 8 settembre
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Semine: successi e insuccessi

mantide nana
Una piccola ospite: Ameles spallanzania (mantide nana)

Raccogliere, comprare o farsi regalare semi di tutti i generi per provare a generare nuove piante, piantine e alberi è probabilmente una delle cose più divertenti e gratificanti per chi si diletta in giardino. Tutto il processo riassume e rispecchia un po’ quella che è la vita negli ecosistemi naturali, in cui tra l’altro anche la casualità ha la sua parte – non piccola – nel determinare quali individui hanno la possibilità di nascere, crescere e vivere (o sopravvivere), anche a prescindere dalle loro “doti” genetiche e morfologiche. Processo non esattamente matematico e prevedibile: accade che lì dove ci si aspetta un rigoglio inarrestabile non si sviluppi nulla, o che in posti che mai parrebbero ospitali per una qualsiasi forma di vita vi sia un fremere di nuovi getti, slanci di fresche esistenze. Leggi tutto “Semine: successi e insuccessi”