Con gli arretrati

Ogni giorno c’è qualcosa da pubblicare, da dire, da esprimere, ma le ore scivolano via come i piselli quando cerchi di infilzarli con la forchetta, e i pensieri, privi di un supporto a cui aggrapparsi, restano sospesi nell’aria, indefiniti,, fino a dissolversi pian piano senza lasciare quasi traccia.

Eucalipto: dall’alto a sinistra boccioli, fiori e capsule di semi
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Oggi è così

La macchia d’olio (o, secondo qualcuno, di sangue) dei lavori si allarga ed espande dempre più: verso nord, come accennato nei giorni scorsi, si sta delineando in nuovo più morbido passaggio tra area Eucalipti/Steppa e Pratone con l’eliminazione di rovi e infestanti vari e la liberazione del (dei) castagni; verso est, a piccoli passi procediamo con la pulizia della Passeggiata, in particolare con taglio dei rami potati giorni fa e diserbo ai piedi del muro a secco; verso nord-ovest, più in basso, è (ri)cominciata oggi l’Operazione Anti Canne.

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Le canne altissime e in buona parte secche viste dal Prato Nuovo

Presso le canne, verso nord (castagni)
Presso le canne, verso nord (castagni)

Suona un po’ proibizionista, ma si tratta semplicemente di ridurre le canne selvatiche, altissime, che inframmezzate a rovi ed erbacce – nonché a una pseudo recinzione a base di rete metalliche, ferri vecchi e legni marci – chiudono il passaggio al termine della fila ordinata di ulivi. Leggi tutto “Oggi è così”

Liberiamo il Castagno

Nei giorni prima di Natale (e anche il giorno di Natale stesso!) abbiamo iniziato una nuova attività, pur in parallelo con gli altri lavori in corso: pulizia dell’area tra la parte occidentale della Steppa e il Pratone. Una zona sviluppata in lunghezza che separa appunto le due quote e che alla sua estremità ovest è chiusa dal grande blocco del castagno (o, come viene chiamata qui, della Castagna, in realtà composta da almeno sette tronchi d’albero); prima era costituita da un vero e proprio muro di rovi (e vite inselvatichita, edera, altri rampicanti e arbusti vari) che tagliava la vista verso l’alto, verso il culmine della collina. Ora, dopo tre/quattro giorni di intenso lavoro pomeridiano, sotto il manto di rovi è venuto fuori un lungo rudere di muro a secco, e un nuovo collegamento anche visivo con il Pratone.

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Buon Natale!

La giornata è marzolina, non pare proprio la Vigilia: abbiamo potuto dedicare il pomeriggio ai consueti lavori in giardino, evitando le corse pazze in cerca di doni materiali, e godendoci una giornata di sole gradevolissimo, caldo, senza un alito di vento. Il più bel preludio a un Natale che ci auguriamo sereno, riposante e pieno d’amore e d’affetto per tutti, ma proprio tutti.

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Auguri!