Si avvicina a grandi passi il 25, che quest’anno sarà davvero molto diverso dal consueto; mi pare incredibile che manchi solo una settimana! Per fortuna da queste parti la frenesia malata della ricorrenza non arriva, se non per le luci a balconi e finestre che si moltiplicano di giorno in giorno, e anzi le passeggiate nei dintorni, complice una pioggia leggera e delicata ma insistente unita a banchi di foschia che si muovono pigri, sono particolarmente solitarie.
Cipresso, eucalipto, salice e noci per la ghirlanda di Tuchel 13/12
Si sa che l’aria calda tende ad andare verso l’alto; ergo, in casa più si sta vicini al soffitto e più si sta al caldo. Charlotta evidentemente lo sa, e una puntatina in cima al mobile in sala la fa quasi ogni giorno. Oltretutto, di lassù c’è una vista interessante…
… anzi, la gatta. Charlotta, la più paciocca delle tre, si è fatta trovare un lunedì mattina con un brandello di pelle del ventre penzolante dall’aspetto davvero poco bello. Corsa alla clinica veterinaria, naturalmente (in scooter! Per fortuna eravamo in due), una lunga attesa, visita e verdetto: un lungo taglio da ricucire, e già che ci siamo qualche esame per escludere malattie feline virali.
La lascio lì appena fatta la puntura di sedativo; lui è già andato al lavoro, non resta che gironzolare sotto il sole cocente alla ricerca di cibo e acqua e far passare due orette per l’operazione chirurgica e il risveglio, con l’aiuto di un paio di riviste piuttosto inutili. Torno, aspetto un po’ più del previsto e me la riconsegnano, già sveglia e ancora un pochino impaurita, con ricette e indicazioni per la guarigione. La sutura è lunga e ben visibile, ma a modo suo il filo blu ha una certa apprezzabilità estetica… e soprattutto funzionale.
Paticolare del taglio suturato
Finalmente la riporto a casa (in autobus!!), fa un caldo bestiale e lei non è una piuma, ma per le nostre piccole questo e altro, no?! La sera riserva qualche coccola in più e l’antibiotico a Charlie, che resta tutta la notte appiccicata a noi sul letto, e tutto il giorno dopo, invece, sdraiata per terra (al fresco?) a dormire. Ci preoccupavamo che volesse uscire… macché, non ha fatto nemmeno finta, povera! Leggi tutto “Come ti ricucio il gatto…”