Si avvicina a grandi passi il 25, che quest’anno sarà davvero molto diverso dal consueto; mi pare incredibile che manchi solo una settimana! Per fortuna da queste parti la frenesia malata della ricorrenza non arriva, se non per le luci a balconi e finestre che si moltiplicano di giorno in giorno, e anzi le passeggiate nei dintorni, complice una pioggia leggera e delicata ma insistente unita a banchi di foschia che si muovono pigri, sono particolarmente solitarie.

L’atmosferà è dunque quasi fiabesca, attutita, irreale, soprattutto verso il tramonto, quando solo il giallo delle poche foglie ancora appese ai bagolari si distingue nella luce sempre più fioca, e sotto i piedi un tappeto di miriadi di foglie di quercia, zuppe da non credere, accompagna i nostri passi.
I giorni precedenti sono stati, come al solito, molto eterogenei, e a Tuchel molte piante continuano imperterrite – o iniziano – a fiorire, dando di che mangiare a bombi, api e quant’altro.

Senecio angulatus; sullo sfondo spirea e ulivi, 17/12 
Il “muro” di Senecio angulatus, 17/12 
Le roselline sul muro esterno, 17/12 
Le rose ricadenti ancora in fiore, 17/12 
Altra immagine delle rose, 17/12 
Fiorellini selvatici (mentucci), 17/12 
Altra infiorescenza di mentuccia o nepitella, 17/12 
Paericolare della mentuccia fiorita (Clinopodium nepeta), 17/12 
Piante di Polygonum capitatum e, dietro, azalee, 17/12 
Gli allegri capolini di Polygonum capitatum, 17/12 
Polygonum capitatum, 17/12
Ma non sono solamente i fiori a dare colore, anzi… è in particolare la spirea della Terrazza Bocage a dare spettacolo con la veste invernale.


Tra l’oro acceso e il rosso per la bellissima spirea in livrea invernale 
Particolare di foglie di Spirea sp., 17/12 
Colore acceso per il fogliame di Spirea sp. 
Ancora la spirea, sullo sfondo pruno rosso, pittosforinoe papiro 
Teucrium, rose, feijoa
Sono tranquilli, sempre placidi nei loro movimenti, i pesciolini della Vasca: che non solo resistono, ma paiono anche moltiplicarsi – all’ultimo controllo erano sicuramente tre, probabilmente quattro, e dall’ottimo aspetto. Ammirarli nel loro mondo silenzioso e appartato ha davvero un suggestivo potere rilassante.

Cos’altro dire? Si va un po’ alla giornata, aspettando un paio d’ore di sole per tagliare rovi (o ricevere visite…), strappando metro per metro lo spazio alla boscaglia – sempre con qualche timore che ciò vada a disturbare la fauna che frequenta il posto, in particolare i passeri. Ma qualche giorno fa ho notato numerose ghiandaie darsi al fuggi fuggi al mio passaggio, e questo mi tranquillizza…

Daisy e Loretta tra i cipressi (Cupressus arizonica), 13/12 
La Steppa, 17/12 
Dalla Steppa su verso gli eucalipti 
Dalla Steppa verso i cipressi 
Due dei cipressi caduti due anni fa 
L’area a levante dei cipressi sempre più libera, 17/12
Chiudo con un vero quadro… e chissà se Charlotta, con la sua posa incomparabile, abbia voluto consapevolmente fornire il suo personale tocco magico alla composizione!

In copertina: il fogliame di Spirea sp. spicca sul resto
