Lassù in alto

Da qualche giorno fa freddo sul serio, oggi in particolare (nota bene che non più tardi della settimana scorsa per un pranzo c’è stata una piccola grigliata all’aperto, in maniche corte). Si stava bene lo stesso, perché il vento non ha infierito, ma nei dintorni le alture hanno avuto la loro spolverata di neve, e Loretta è ancor più baldanzosa del solito a passeggio – il fresco la rinvigorisce!

Qualche campanula e il giallo brillante del senecio, 2/12

Il meteo non piacevolissimo e diversi impegni lavorativi hanno rallentato – ma non fermato – l’attività a Tuchel: prosegue testardamente la pulizia della zona in alto e verso est, una larga striscia di terreno in fortissima pendenza e colonizzata nel tempo da rovi, ailanto e quello che sembra essere sommaco, oltre a una quantità di edera, parietaria, vitalba (Clematis vitalba), stracciabraghe (Smilax aspera) e via infestando. Non mancano anche in queste settimane presenze fiorite che ingentiliscono un po’ l’insieme, come i coraggiosi ciuffi di campanule che si fanno strada al margine dei rovi, con seneci, borragine e altre piantine.

Particolare di una campanula, 2/12

Le foto sottostanti danno un’idea dello stato attuale dell’area, evocativamente denominata Selva, dopo la più recente passata col macinone. Lentamente il muro spinoso lascia il posto al terreno scosceso, rendendo visibile il cipresso argentato sradicato ormai due anni fa – e ancora vivo: un numero sufficiente di radici gli permette di continuare ad alimentarsi. Certo non è un grande spettacolo, e probabilmente sarà il caso di rimuoverlo, ma non posso non ammirare una simile capacità di resilienza. E forse, dopotutto, lascerò fare alla natura, una volta che il terreno sia in sicurezza.

Oggi solo un salto veloce, giusto per portare via un po’ della spazzatura rinvenuta qua e là nel corso del diserbo: una maglia marcia, bottiglie di plastica e di vetro rotte e non, lattine, posate arrugginite, fil di ferro, pezzi di polistirolo… mi chiedo come sia possibile che finora l’unica roba un filo interessante saltata fuori siano un paio di miserrime monetine da 5 lire!

Appariscenti funghetti arancione su rami marcescenti: c’è sempre vita!

Nel frattempo, in casa gli spazi si popolano di molte delle plantule delle semine recenti: ho visto che la pitahaya sopporta poco l’aria fredda, e altrettanto i giovani alchechengi peruviani, che peraltro hanno una chioma sproporzionata rispetto al vaso; meglio tenerli dentro, stanno anche fiorendo e fruttificando! Stesso discorso per Passiflora edulis, dipladenie e mandeville… insomma, ora la selva ce l’ho in casa!

In copertina: una campanula in fiore, 2 dicembre