Ancora stamattina occhieggiava in Passeggiata, coraggiosa, una bellissima calendula arancione. Le temperature si sono sensibilmente ridotte negli ultimi giorni, l’altro ieri e ieri il tempo è stato piuttosto coperto, sempre umido ma anche ventoso. Resistono le rose (profumatissime), le azalee e gli altri fiori di quest’ultima estate di San Martino, ma i cachi sono ormai quasi completamente spogli, e anche i melograni stanno lasciando cadere il ultimo, dorato mantello.
I colori di questo periodo dell’anno sono davvero affascinanti, ed è bello sostare in mezzo a queste sfumature, tra una coccola ai gatti e una raspata nelle aree ancora invase dai rovi; anzi, è ancora più bello, perché dà il senso di ciò che potrebbe diventare Tuchel se riuscisse, come una farfalla, a completare la metamorfosi, trasformandosi in un piccolo giardino boscoso, o in un minuscolo bosco fiorito. Perché è questo che vorrei: non forzare la sua natura, imprigionandolo in un qualsiasi stereotipo di giardino, ma renderlo più vivibile per noi – umani guastafeste – e al tempo stesso autosufficiente, compiuto in se stesso. Vivo e bellissimo senza che debba piegarsi a un gusto arbitrario, per soddisfare il quale ci vorrebbero tanti più sforzi e dispendio di energie quanto più questo gusto mirasse all’esotico, all’artefatto, alla replicazione di altri ambienti e paesaggi.

Negli sprazzi di tempo libero, e di energia, prosegue dunque la tenace lotta coi rovi e le infestanti che tengono in ostaggio tutta l’area a nord-est del terreno; motivo di grande orgoglio è la presenza ormai ridottissima degli ailanti, decimati e indeboliti, e l’aver riportato alla vista la recinzione a est, con conseguente “praticabilità” dell’area. Qualche giornata ancora col macinone e tutto apparirà diverso, e da diversi punti si potrà avere un colpo d’occhio molto più profondo sul terreno.
Parallelamente, ci sarà da pensare a spostare alcune piante, non più gradite nei posti in cui erano state messe a dimora; sono sfavorevole a questi “cambi di residenza”, ma quando ci si è costretti tanto vale cercare di farlo col minor danno per le interessate.
In copertina: particolare di un fiore di Calendula officinalis












