Quattro o cinque giorni di cielo grigio o lattiginoso, a parte una breve parentesi tre giorni fa, con piogge o pioggerelline saltuarie ma consistenti (tanto che l’ultima, ieri, ha fatto cedere il telo che ombreggiava la terrazza: lato lungo strappato con occhielli e tutto quanto); neanche a farlo apposta, perché abbiamo seminato o messo a dimora diverse piante, e tutto quest’umido con ridotta insolazione è sicuramente il meglio che si potesse chiedere per l’attecchimento.

Nello specifico, un paio di giorni fa ho finito di sistemare le rose del gazebo, e ieri ne ho messe altre due, quelle ricadenti, sopra al muro d’ingresso. Oggi è stata la volta di due piante che arrivano da Diego (Salvia farinacea e Agastache sp.), nei pressi della Piazzetta, mentre per quanto riguarda le semine avevo interrato, proprio prima della pioggia, gli ultimi fagioli rossi nani, vicino alle zucchine. Nel frattempo continua la raccolta, non copiosa ma regolare: zucchine (e fiori di zucchina) e piselli, qualche fragolina e qualche lampone; iniziamo a far fronte anche alla produzione degli alberi da frutto “veri”: amarene e, soprattutto, gelsi a volontà! Questi ultimi si colorano un po’ di più dello scorso anno, arrivando a un rosa tenue, e assumendo un gusto più dolce. Una goduria!
Forse proprio l’abbondanza di frutti caduti ha attirato nel nostro giardino il riccio, già incrociato qualche tempo fa nella stradina:

Un altro incontro nel nostro giro serale è quello con un piccolo rospo, trovato nel pomeriggio sulla Terrazza in mezzo a vasi vuoti e al riparo di un grande sacco, durante un approfondito quanto necessario lavoro di riordino – e delicatamente spostato sul bordo della Vasca. Chissà che non vi si stabilisca?

In copertina: una delle campanule spontanee di Tuchel (C. trachelium?)











