Tanto per

Oggi lieve rialzo della temperatura – più vicine a ciò che ci si aspetta a maggio – e nessuna precipitazione. Ne approfitto, durante il giro pomeridiano con Loretta e Thor (ormai fanno coppia fissa!), per qualche lavoretto pseudo orticolo: così, tanto per non buttare via alcune buste di semi ormai vecchie e i vecchi frutti dei peperoncini dell’anno scorso, e tanto per avere l’impressione di tenere il giardino (e l’orto).

E così, vai col kit da supermercato con quattro specie di piante aromatiche (con quattro vasetti di torba, quattro compresse di torba pressata e via dicendo); i quattro micro-vasetti li ho usati tutti per il basilico, però, e il resto l’ho seminato direttamente in pieno campo, là dove c’erano le fave, tolte senza troppi complimenti. Il terreno era bello soffice e, avendo ospitato leguminose, dovrebbe essere ricco di azoto; certo la concorrenza di convolvolo, parietaria e graminacee varie è temibile, vedremo se e cosa uscirà.

Fatto questo, ho lanciato nel grande vaso di cemento i semi estratti dai peperoncini ormai rinsecchiti; e ancora, quattro bustine di cose varie, dalle viole del pensiero ai fiori da scarpata. Dubito che ne nasca qualcosa, ma tentare non nuoce, e fuori si stava davvero bene.

Non avendo immagini di questi esperimenti, ripiego sulle foto dei giorni scorsi, a partire dalla bellissima rosa di Tino ormai lanciatissima sulle orme della pianta madre.

rosa Tino
La splendida rosa rossa da talea, uno dei primi doni di Tino, 16 maggio

In bagno prosegue la magnifica fioritura delle piante carnivore di Drosera adelae, i cui fiori sono così piccoli che fotografarli è davvero impegnativo!

Lo zafferano e poi

Giunto infine il tempo per mettere in terra i bulbetti di zafferano di Cuneo (Crocus sativus) che ci portarono Laura e le ragazze diverse settimane fa dopo una “vacanza in quota”. Un elegante sacchettino di carta con cinque bulbi che hanno dovuto attendere ben oltre la fine dell’estate, e che hanno trovato posto sull’orlo della Fascetta Mediterranea, tra il mirto tarantino e il cisto. Leggi tutto “Lo zafferano e poi”