Oggi noto l’ultimo nato fra i Chimonanthus praecox, seminato il I maggio – la terra nell’alveolo del portauova appena un po’ sollevata e, sotto, l’inequivocabile virgolotta verde-biancastra della radichetta. Dei suoi fratelli, qualcuno ha già messo la quarta coppia di foglie, ma almeno nel nascere mi pare di capire che questa sia una specie che se la prende comoda: da quasi quaranta giorni a circa tre mesi… diventa fondamentale rispettare questi tempi e non farsi prendere anzitempo dallo sconforto, buttando tutto nell’umido!
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Un rinvaso per le sarracenie
Una domenica uggiosa, arrivata dopo un bellissimo sabato di ottobre festeggiato degnamente con una grigliata all’aperto, ha offerto finalmente l’occasione per il sospirato rinvaso delle sarracenie nel bellissimo grande vasone di Laura. Vasone che farà il paio con l’altro “catino carnivoro” ormai assestato, che ospita a sua volta sarracenie (S. leucophylla in particolare), dionee e drosere in un tripudio di morbido sfagno. Il proposito di sistemare insieme le sarracenie rimaste in vasi “monospecifici” data da molti mesi e nasce sia dalla predilezione per le composizioni (e dalla parallela scarsa propensione a isolare specie e varietà per preservarne l’aspetto) sia dalla considerazione assai pratica che un unico grande vaso è molto più gestibile di diversi vasi piccoli, soprattutto quando c’è la necessità di fornire regolarmente molta acqua. Le piante carnivore, si sa, sono spesso piante di acquitrino e abbisognano di un terreno sempre umido se non fradicio: guai se rimane asciutto a lungo!
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Forse, dico forse, dopo diverse fredde mattine da dieci gradi stenti, e sere altrettanto fresche in cui non c’era più traccia delle lucciole che timidamente avevano iniziato a cercarsi (a parte una, isolatissima e coraggiosa, ieri sera), stiamo tornando a temperature più ragionevoli. Stamattina circa 15 gradi alle 9, minaccia di pioggia e qualche goccia, ma ora un bel sole splende a tratti e le nuvole sembrano più rade e inoffensive. Leggi tutto “Altre da ieri”
