Precocissima o tardivissima?

L’inverno è stato una finta fino a febbraio, poi è venuto un po’ di freddo – oggi è il primo giorno in cui ha un po’ mollato, con 15°C diurni; negli ultimi mesi le precipitazioni sono state ancora più finte, con un paio di ridicole pioggerelle e tanta tanta umidità nella prima metà di marzo. Necessarie alcune bagnature anche ravvicinate, nella speranza che presto piova sul serio.

Nel mitissimo inizio inverno ha prosperato la camelia Nuccio’s cameo, che ha dischiuso i primi boccioli

alla fine di dicembre. Il colore è un bellissimo rosso carico leggermente tendente al fucsia, una tonalità che la fotocamera del cellulare non è assolutamente in grado di catturare e restituire. Ma ci provo lo stesso…

Uno dei primi fiori della camelia Nuccio’s cameo, 1 gennaio

Questa bellissima pianta, comprata in un ipermercato nel 2020 all’inizio del primo lockdown, è in attesa di essere posta a dimora in piena terra. Aspetto che termini o almeno rallenti la fioritura, poi andrà a fare compagnia a un’altra camelia, più anziana e ormai ben attecchita – in fiore dall’inizio del mese di marzo.

Ve ne sono ancora due; una Camellia sasanqua, acquistata a fine dicembre ma ritirata il 3 marzo, e una C. japonica ‘Biho’, rimanenza non troppo in forma di un vivaio. Quest’ultima l’ho rinvasata e idratata, e sebbene un po’ spoglia sembra essere in procinto anch’essa di mostrare i suoi fiori (da cartellino: “bianco striato rosso imbricato”). Per ora comunque resta nella zona infermeria, insieme con diverse callune, un viburno assai deperito e il cotogno anch’esso da sistemare in piena terra.

Camellia japonica ‘Biho’ con evidenti macchie fungine, 25/2

In copertina: Camellia japonica ‘Nuccio’s cameo’, particolare del cuore della corolla