Potatura ulivi

A Tuchel ci sono due gruppi di ulivi (anzi tre, ma uno è quello, piccolo, della Fascetta Mediterranea e per adesso lo lasciamo da parte), presumibilmente di varietà taggiasca. Il primo gruppo è alle spalle della palificata, di fronte alla Cisterna, ed è costituito da una fila lunga circa 20-25 metri di alberi; il secondo è all’estremità a levante, ed è sempre una fila ma disposta in senso grosso modo trasversale alla linea di mezzacosta, e delimita il confine tra la Radura e un terreno coltivato da un altro vicino, Mario.

Il che è una fortuna, perché lo stesso Mario, calabrese, è noto nella zona per la passione e l’esperienza che ha nella coltivazione degli ulivi, e ci era stato segnalato per eseguire la potatura dei nostri alberi (che non sono tanti, è vero, ma sono assai malridotti da anni di competizione con altri alberi e di crescita disordinata). È passato da noi, si è rivelato davvero gentile e disponibile, almeno quanto Tino, e insomma lo abbiamo “ingaggiato” per intervenire sugli ulivi, appunto, per farli ripartire e crescere (e magari produrre) al meglio, nei prossimi anni.

Detto fatto, tra l’altro ieri e ieri si è messo al lavoro con seghetto a mano e motosega; prima nell’area Radura, quindi dietro alla palificata.

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Gli ulivi dietro alla Palificata (Terrazza Spagna), 25 gennaio

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Dicembre con sorpresa

Dicembre dovrebbe essere già periodo di letargo per quasi tutte le piante, al limite offrire qualche frutto tardivo come nespole comuni, corbezzoli, acca e via dicendo. Quest’anno però è ancora molto mite, o sarà anche per il fatto che diverse piante sono state messe a dimora in piena terra da poco – fatto sta che continuano o iniziano diverse fioriture. Una in particolare ci colpisce, quella in preparazione di Aloe (melanacantha?), una pianta seminata da lei diversi anni fa.

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Aloe melanacantha con due spighe fiorali in formazione

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Il Cerchio Magico degli Eucalipti e un (altro) pruno da spostare

Lui ha insistito molto: dietro la fila di ulivi, oltre la scarpata che ospita anche diversi alberelli di Prunus un po’ male in arnese, ci sono (c’erano) accatastati parecchi alberi, quasi tutti eucalipti molto alti, un ciliegio nell’angolo più a ovest, un albicocco e un prugno “perino” (lo chiamiamo così perché è quello che produce quelle buffe prugne peroidi, molte gustose e particolari) sovrastati da tutto il resto, e i più sovrastati da tutti, degli alberelli sempre di prugne, ma quelle piccole, tonde e gialle, all’estremità ovest, dietro il ciliegio e le canne, sotto all’albicocco e agli eucalipti e anche al grande castagno che incombe da sopra il Pratone.

L’idea iniziale era di limitare parecchio gli eucalipti, dando più spazio e privilegiando albicocco, prugno “perino” e ciliegio – insomma di puntare a una sorta di frutteto pur un po’ penalizzato dalla presenza di qualche ulivo. Poi, osservando la grande ammucchiata ci siamo resi conto che alcuni degli eucalipti formano un contorno più o meno regolare – con un po’ di buona volontà si può dire che definiscano appunto un cerchio, o perlomeno un mezzo cerchio, dove l’altra metà è rappresentata dalla scarpata piena di rovi che sale al Pratone. Da qui il desiderio di lui, di valorizzare questa sorta di circonferenza, eliminando solo gli eucalipti al di fuori di essa.

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Dentro il Cerchio… ancora confuso; sulla destra il ciliegio e l’albicocco

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