Fiore di cactus con ospite (ragno granchio Misumena vatia) sapientemente mimetizzato
Oggi è stato il secondo giorno segnato da un caldo pesante, quasi infernale – secco e pressoché senza vento – un primo deciso anticipo di estate, senza dubbio. Anche per questo motivo non abbiamo lavorato tantissimo, a Tuchel, e soprattutto non nelle ore più calde, ma nemmeno siamo stati con le mani in mano: giovedì siamo tornati ad avere un decespugliatore funzionante, e ieri è stato il turno di lui di usarlo per riportare “camminabilità” sulla terrazza Spagna. Leggi tutto “Qualche scatto”
Dicembre dovrebbe essere già periodo di letargo per quasi tutte le piante, al limite offrire qualche frutto tardivo come nespole comuni, corbezzoli, acca e via dicendo. Quest’anno però è ancora molto mite, o sarà anche per il fatto che diverse piante sono state messe a dimora in piena terra da poco – fatto sta che continuano o iniziano diverse fioriture. Una in particolare ci colpisce, quella in preparazione di Aloe (melanacantha?), una pianta seminata da lei diversi anni fa.
Aloe melanacantha con due spighe fiorali in formazione
Queste giornate da effetto serra inarrestabile iniziano quasi (quasi!) a innervosire: dopodomani inizia novembre e durante le ore diurne qui si sta ancora a scottarsi, in pantaloncini e canottiera (o anche senza). L’aspetto positivo è che la vegetazione perdura, così che le piante possono rafforzarsi ulteriormente prima dell’inverno; d’altra parte le ore di luce sono quelle che sono – sempre più scarse – e questo basta a sospingere chi deve ad abbandonare la mise estiva, lasciando che le foglie si infiammino dei colori più eclatanti per poi cadere, silenziose.
Noi ci crogioliamo il più possibile, quando possiamo – in questi giorni, soprattutto di pomeriggio (e peccato che da oggi ci sia un’ora in meno per farlo). Ci aiuta la scusa che il lavoro grosso del momento (la Piazzetta) richiede l’intervento esterno per essere concluso e che abbiamo ritrovato il carrellino con una ruota a terra (quindi niente raccolta pietre, per il momento). Fatta la Piazzetta, potremo sbizzarrirci con messe a dimora e ritocchi più o meno estetici. Tra una pennica, un bicchiere di vino rosso e una partita a racchettoni, però, c’è spazio anche per qualche lavoro: ieri abbiamo realizzato una sorta di mini tettoia in vetro sintetico per le piante succulente vicine al limone australiano, oggi abbiamo messo a dimora qualche pianta.
Fiori di corbezzolo (Arbutus unedo), dietro gli ulivi
Tre giorni fa è scoppiata una torrida estate, e il primo a soffrirne le conseguenze è stato l’acero rosso trapiantato da non molto nella terrazza alta (quella “giapponese”): una giornata alla mercé di sole e vento caldo ha fatto arricciare e in buona parte seccare le foglie, soprattutto quelle più in basso. Tragedia!
Fred l’Acer palmatum e le sue foglie in sofferenza
Siamo corsi subito ai ripari, era due giorni fa: intanto bagnando il terreno il più possibile frequentemente, e coprendolo con del fogliame per limitare evaporazione e riverbero. Leggi tutto “(F)red alert!”