Variante urbanistica / 2

La Piazzetta ha preso forma e struttura! In un paio di giorni e altrettante incursioni del duo di amici ruspo-dotati che hanno fatto il grosso del lavoro, in un inizio di novembre climaticamente tollerante e favorevole, tra i fichi, il cachi e l’albicocco che pigramente s’infiammano e la lavanda, il rosmarino, la borragine che persistono imperterriti a fiorire, insomma in un’inaspettata parentesi bucolico-motoristica in questi nostri tempi ineffabili e digitali, ecco che l’ultimo (per ora) piccolo grande progetto di lui abbandona lo stato ipotetico e potenziale per diventare materia vera e reale, molto reale – e, al momento attuale, alquanto melmosa! Il dolce sole che ha accompagnato i lavori, infatti, da venerdì ha lasciato il posto a una situazione uggiosa e malinconica, pur non fredda.

Piazzetta, vista verso nord-est
Piazzetta, vista verso nord-est

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La strana accoppiata

Giornata caldissima, quella di oggi, davvero da mare (per chi ne ha la possibilità). L’inizio e la prima metà di settembre sembravano virare subito all’autunnale/tempestoso, meteorologicamente parlando, mentre gli ultimi giorni hanno regalato temperature sostanzialmente estive e inaspettate scottature. In fretta e furia avevamo tirato fuori dall’armadio maglie pesanti, giacche e impermeabili – estraendole da recessi ormai dimenticati – ma altrettanto in fretta li abbiamo ricacciati dentro, accaldati e sudati pur avendo addosso solo una canottierina.

Non si sa se ci sia una correlazione, ma a queste bizzarrie climatiche se ne accompagna una, diciamo, agricolo/degustativa, visto che da ormai una o due settimane raccogliamo e degustiamo i cachi dell’omonimo albero (Diospyros kaki o loto della Cina) sulla fascetta Mediterranea. Il bello è che i cachi dovrebbero maturare a novembre – tra l’altro quei grossi pomi arancione appesi ad alberi completamente spogli, magari con lo sfondo plumbeo di una giornata di fine autunno, fanno sempre un certo effetto, tra l’allegro e lo straniante – e non a settembre, come i fichi. Dovrebbero. Invece eccoli lì, ora, e non resta che approfittarne… mica li faremo cadere e spiaccicarsi per la gioia delle sole formiche, no? E poco male se dovranno dividersi lo spazio con i fichi, con i quali condividono una consistenza molle (con tendenza a spappolarsi) e un gusto molto zuccherino.

Fine settembre, raccolta di fichi... e cachi
Fine settembre, raccolta di fichi… e cachi

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