… e per ricordare, le ultime immagini di settembre che non avevano ancora trovato spazio.

Un parco-giardino dietro casa e le sue mille forme di vita

E così è finita ufficialmente anche questa estate, con la sua confusione climatica e la sete che speriamo non si prolunghi ulteriormente. Le bizzarrie meteorologiche (saranno loro?) ci fanno già raccogliere cachi ahimé non tanto attraenti di aspetto, insieme a grappoli di uva americana, gli ultimissimi fichi, le prime noci.
Di positivo c’è che la settimana scorsa abbiamo terminato la recinzione – pur da rifinire – e la presenza appunto delle noci sulla terra della passeggiata pare testimoniarne l’efficacia. Da temere ancora l’incursione “aerea” dei caprioli, grandi saltatori, per contrastare la quale dobbiamo ancora collocare, appendendola lungo tutto il perimetro, una bella fettuccia “dissuasoria”. Leggi tutto “Avanti piano”
Giornata caldissima, quella di oggi, davvero da mare (per chi ne ha la possibilità). L’inizio e la prima metà di settembre sembravano virare subito all’autunnale/tempestoso, meteorologicamente parlando, mentre gli ultimi giorni hanno regalato temperature sostanzialmente estive e inaspettate scottature. In fretta e furia avevamo tirato fuori dall’armadio maglie pesanti, giacche e impermeabili – estraendole da recessi ormai dimenticati – ma altrettanto in fretta li abbiamo ricacciati dentro, accaldati e sudati pur avendo addosso solo una canottierina.
Non si sa se ci sia una correlazione, ma a queste bizzarrie climatiche se ne accompagna una, diciamo, agricolo/degustativa, visto che da ormai una o due settimane raccogliamo e degustiamo i cachi dell’omonimo albero (Diospyros kaki o loto della Cina) sulla fascetta Mediterranea. Il bello è che i cachi dovrebbero maturare a novembre – tra l’altro quei grossi pomi arancione appesi ad alberi completamente spogli, magari con lo sfondo plumbeo di una giornata di fine autunno, fanno sempre un certo effetto, tra l’allegro e lo straniante – e non a settembre, come i fichi. Dovrebbero. Invece eccoli lì, ora, e non resta che approfittarne… mica li faremo cadere e spiaccicarsi per la gioia delle sole formiche, no? E poco male se dovranno dividersi lo spazio con i fichi, con i quali condividono una consistenza molle (con tendenza a spappolarsi) e un gusto molto zuccherino.
