Vai con la muratura / 1

Qualche tempo fa -anzi giusto un mese: era l’11 luglio – comprammo un lavandino di marmo di quelli tradizionali (bellissimo, e pesantissimo!), prevedendo di sistemarlo poi da qualche parte sulla Cisterna. Il momento è arrivato martedì scorso, il 9, quando abbiamo iniziato i lavori di muratura grazie a Maurizio, disponibilissimo vicino di casa!

La triste fine dei fichi d'india di troppo
La triste fine dei fichi d’india di troppo

Non ci siamo limitati al lavandino, come si vede nelle immagini, siamo anzi partiti dalla chiusura di parte del lato a prato con un muretto basso: posto a fianco del tavolo sarebbe diventato un indispensabile piano d’appoggio. Le cose prendono la loro forma man mano che si realizzano, e complice la disponibilità di una lastra d’ardesia spuntata fuori un po’ casualmente, il muretto basso si è trasformato Leggi tutto “Vai con la muratura / 1”

E questo?!

Sì, ecco, ci ha colti un po’ di sorpresa.

Siamo arrivati alla Radura, in fondo alla Passeggiata, per raccogliere le pesche bianche dall’albero che vi è piazzato proprio in mezzo (e l’abbiamo fatto, ma erano pochissime e davvero rovinate… troppo lavoro anche farne marmellata!), e lui adocchia dei fiori, vistosi. Ci avviciniamo. Sembrano gigli: si tratta di un grappolo di fiori grandi e profumati, bianchi con striature rosa, con sei petali (anzi, tre sepali, più esterni, e tre petali). Che sia un esemplare fuggito da qualche giardino? Si vedono solo i fiori, su uno scapo lunghissimo e prostrato dal loro peso; come identificarlo?

Fiori bianchi, grandi e profumati: giglio?
Fiori bianchi, grandi e profumati: giglio?

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La mattina pulizia, e la sera in compagnia!

Ieri, mercoledì, è stata una giornata davvero piena e gratificante. Alla mattina, sotto questo sole (clima già torrido alle 8!) ci siamo dati da fare per liberare l’ingresso “carrabile” del giardino Tuchel: con l’aiuto di Mario e di una insostituibile, impareggiabile Apecar 200 abbiamo fatto due cariconi di telai, persiane e altri rottami di legno (più tegole, pezzi di manichette, e un grosso coso di cemento armato), e uno (molto, molto sostanzioso) di rottami metallici i più disparati: tondini, reti, griglie, ganci, lamiere, molle (!) e via sferragliando – il tutto adeguatamente corroso, arruginito e pericolante pericoloso. I primi consegnati all’isola ecologica, l’ultimo portato in un punto di raccolta del ferro, dove farà buon peso per una successiva vendita a ditta specializzata.

Rottami di ferro da portare via
Rottami di ferro da portare via

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E la mantide, finalmente

Verso sera, anzi sera piena – scarsa luce e fotografie sfocate, dunque – quando la nota lui. Si arrampica con una certa destrezza sul vecchio bidone in ferro arrugginito che abbiamo portato dalla Steppa alla Passeggiata (con un certo rischio per l’integrità ossea nostra e di potenziali, innocenti passanti); salta sul muro, fa qualche passo, si concede per qualche posa con aria infastidita, si schermisce arrabattandosi poi su una piantina. E poi a pochi centimetri ce n’è un’altra, e dentro al bidone un grillo, leggermente sovradimensionato, zampe e antenne lunghe lunghe.

La mantide è facilmente identificabile, i grilli non altrettanto, difficile orientarsi fra tante specie… il piccolo mostro per ora rimane senza nome!

Grillo
Grillo (Conocephalinae sp.?)