Un giardino non basta

Leggo sull’ultima pagina di Gardenia di marzo le brevi considerazioni che l’autore, Marco Martella, fa a partire da alcuni cambiamenti nella zona in cui vive – in Francia, così pare, ma potrebbe essere ovunque. Un boschetto abbattuto, nuovi capannoni per la pollicoltura, i segni della nostra civiltà (cemento, asfalto, infrastrutture, etc.) che si fanno via via più evidenti, soffocanti, pervasivi. E il pensiero-rifugio che conferisce ancora più sostanza all’attitudine a coltivare un giardino, un po’ per compensare quanto dell’ecosistema naturale viene (dis)perso e un po’ per ricreare un luogo più vivibile e bello, in cui si ha la sensazione – o l’illusione – che il mondo sia ancora bello, giusto e in equilibrio.

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Pasqua come puoi

Quella di quest’anno sarà una Pasqua difficile da dimenticare, in tutto il mondo; la prima – speriamo l’ultima – trascorsa cercando rifugio da un pericolo invisibile, eppure terribile, come il coronavirus. La prima in cui tutte le nostre abitudini consuete sono state stravolte, i nostri piani ribaltati, le nostre aspirazioni e le nostre priorità cambiate in corsa, di corsa. Forse troveremo una ragione, un lato positivo in tutto questo, nuovi punti di riferimento e nuovi obiettivi. Il fatto di pensarlo indica che siamo già sulla strada, giusto?

iris barbata strelizia
Fioritura di Iris con strelizia, 12 aprile
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