
Giardino Tuchel è, nelle nostre intenzioni, anche un po’ orto (oltre che parco giochi per cani, gatti e umani): dopo la prima timida esperienza con zucche e pomodori, seminati e ostinatamente curati da lei nell’estate più siccitosa degli ultimi decenni, eccoci pronti – complice anche l’aiuto pressante dei vicini e una certa predisposizione gastronomica da parte di lui – a tentare la carta delle fave.
Perché le fave? Beh, lo spunto iniziale è la prospettiva di poter organizzare una canonica giornata a fave e salame il 25 aprile o 1 maggio prossimi (prospettiva che, a parte la gioia di avere qualcosa di coltivare e accudire, lascia alquanto fredda lei); poterlo fare con le nostre fave sarebbe sicuramente un motivo di orgoglio! Qui intorno un po’ tutti “mettono le fave”, di questi tempi, spingendoci a fare altrettanto; Franco, sotto casa nostra, il vicino Tino, il buon Mario che si è pure assunto il ruolo di tutor allo scopo…
Ci siamo quindi messi all’opera, individuando per prima cosa il posto; visto che non abbiamo ancora un sistema idrico degno di questo nome, e per la sua posizione soleggiatissima e vicina al “quartier generale” della Cisterna, abbiamo deciso una temporanea conversione della Fascetta Mediterranea in campo di fave (speriamo che non se ne abbia a male!). Ieri abbiamo rivoltato il terreno col bidente – sull’esempio di Mario del giorno prima – e oggi solchi con zappa, semina e copertura con vanga. Nell’operazione mattutina ci hanno parzialmente assistito Loretta e Tino, il quale ha anche mostrato l’uso delle canne per segnalare i solchi di semina. Mario dice che in dodici giorni spuntano le piantine, vedremo! La cosa bella è che per tutto l’inverno e fino a che le piante non fioriranno non bisogna bagnare, “fanno tutto da sole”; una gran bella comodità, ecco perché le mettono tutti!
Loretta, dicevamo, ci ha fatto compagnia (con anche troppo entusiasmo, rischiando più volte di finire sotto a un colpo di vanga!) e si è adeguatamente stancata, concedendosi qualche piccola pennica al sole novembrino. Nel giro di una settimana e poco più ha imparato il proprio nome, l’invito a star seduta e quello a fare pipì sul tappetino (anche se non sempre ci arriva in tempo); cammina al guinzaglio senza problemi e, in linea di massima, accorre in velocità quando la si chiama. Cos’altro? Dal 30 ottobre al 10 novembre ha preso più di 8 etti di peso (da 2,5 a 3,35 Kg), pesata alla seconda visita per il primo vaccino. Ha mangiato qualsiasi cosa fosse a portata di muso – o perlomeno ci ha provato – e manifestato grande entusiasmo nel conoscere persone, cani e gatti, ahimè non sempre ricambiata con lo stesso calore.
La magnifica giornata era ottima anche per fare qualche foto… per esempio, a una bella farfallina che ci ha accolto all’arrivo, sui fiori di lavanda:


Nei giorni scorsi abbiamo fatto anche qualche altro lavoretto per l’inverno: una bella potatura drastica a Mimmo e Ros, le mimose francesi iperchiomate (e infatti poi è venuto un vento forte che le avrebbe sicuramente rovinate), messa a dimora degli ultimi acquisti/regali da Diego (plumbago da talea presso il secondo varco della recinzione; cineraria marittima sulla Piazzetta; origano cubano all’estremità della Fascetta Mediterranea, in posizione riparata e non molto soleggiata; agrifoglio variegato, da tempo uno dei sogni proibiti di lui, nella Fascetta del Limone).
Giù nella serretta, lasciata aperta vista la giornata, un altro drosofillo è germinato, e siamo a dieci (cinque per località).
Aggiornamento del 14: seminate anche le fave rimaste in due piccoli solchi lungo la parte iniziale della Passeggiata (in cui erano alcuni dei pomodori) dopo la zappatura dell’altro ieri. Abbiamo anche una scatola di piselli, ma sono solo semi-precoci, dovremo aspettare almeno fino a febbraio prima di seminarli.
In copertina: le foglie del cachi innestato, Fascetta del Limone.














