Da un paio di giorni hanno cominciato ad aprirsi i fiori di Deutzia sp.
I lavori procedono, sebbene a ritmo alterno e con un andamento apparentemente casuale, del tipo “un colpo al cerchio e uno alla botte”: pulizia dagli ailanti di un tratto di Passeggiata per liberare la Scaletta, un fuoco per gli sterpi presso la Steppa, un paio di altre piante acquistate e impiantate… di tutto un po’, insomma, con numerose (necessarie?) interruzioni per pranzi e grigliate all’aperto.
Difficile tenere una traccia sensata di tutto questo, ci limitiamo – come altre volte – a dare qualche immagine che racconti lo svolgimento di questa calda primavera a Tuchel. Leggi tutto “Immagini, se non altro”
Coleotteri, mosche e moscerini, api, bombi, calabroni, farfalle e chi più ne ha più ne metta si stanno già dando da fare col nuovo “materiale” portato dal finire di quest’inverno inizialmente gelido, poi assai clemente – speriamo che non ci diano troppo dentro, lasciandoci la possibilità di ammirare gemme e boccioli che da un giorno all’altro si trasformano in fiori, foglie, nuovi rami.
Dopo il 7, martedì scorso, anche l’altro ieri e oggi sono stati giorni di (piccoli) acquisti – non solo piante, però: ci siamo attrezzati anche con una carriola nuova (finalmente), scure (pesantissima e… efficentissima!) e vari altri attrezzi. Ma veniamo alle nuove piante, che sono la cosa più interessante!
Lui ha insistito molto: dietro la fila di ulivi, oltre la scarpata che ospita anche diversi alberelli di Prunus un po’ male in arnese, ci sono (c’erano) accatastati parecchi alberi, quasi tutti eucalipti molto alti, un ciliegio nell’angolo più a ovest, un albicocco e un prugno “perino” (lo chiamiamo così perché è quello che produce quelle buffe prugne peroidi, molte gustose e particolari) sovrastati da tutto il resto, e i più sovrastati da tutti, degli alberelli sempre di prugne, ma quelle piccole, tonde e gialle, all’estremità ovest, dietro il ciliegio e le canne, sotto all’albicocco e agli eucalipti e anche al grande castagno che incombe da sopra il Pratone.
L’idea iniziale era di limitare parecchio gli eucalipti, dando più spazio e privilegiando albicocco, prugno “perino” e ciliegio – insomma di puntare a una sorta di frutteto pur un po’ penalizzato dalla presenza di qualche ulivo. Poi, osservando la grande ammucchiata ci siamo resi conto che alcuni degli eucalipti formano un contorno più o meno regolare – con un po’ di buona volontà si può dire che definiscano appunto un cerchio, o perlomeno un mezzo cerchio, dove l’altra metà è rappresentata dalla scarpata piena di rovi che sale al Pratone. Da qui il desiderio di lui, di valorizzare questa sorta di circonferenza, eliminando solo gli eucalipti al di fuori di essa.
Dentro il Cerchio… ancora confuso; sulla destra il ciliegio e l’albicocco
La Piazzetta ha preso forma e struttura! In un paio di giorni e altrettante incursioni del duo di amici ruspo-dotati che hanno fatto il grosso del lavoro, in un inizio di novembre climaticamente tollerante e favorevole, tra i fichi, il cachi e l’albicocco che pigramente s’infiammano e la lavanda, il rosmarino, la borragine che persistono imperterriti a fiorire, insomma in un’inaspettata parentesi bucolico-motoristica in questi nostri tempi ineffabili e digitali, ecco che l’ultimo (per ora) piccolo grande progetto di lui abbandona lo stato ipotetico e potenziale per diventare materia vera e reale, molto reale – e, al momento attuale, alquanto melmosa! Il dolce sole che ha accompagnato i lavori, infatti, da venerdì ha lasciato il posto a una situazione uggiosa e malinconica, pur non fredda.