Due tregue e il magnifico sfagno

Un paio di settimane fa, con la fine di agosto, era arrivato anche un bellissimo temporale, portando ristoro e qualche giorno di nuvole e fresco. Qualche giorno fa (il 7), con l’annuncio esplosivo dato da un boato tremendo alle 2 esatte di notte, si sono nuovamente aperte le cateratte; è seguito una sorta di spettacolo idro-pirotecnico affascinante ma decisamente incompatibile col sonno. Tutto bene, temperature diurne più confacenti alla stagione che si avvia alla fine dell’estate, quindi? No, neanche per idea! Se al mattino, insieme ai gatti che aspettano la colazione mi accoglie la rugiada sui prati, il sole delle ore centrali è implacabile e, se possibile, ancora più molesto che in pieno agosto: è più basso, più diretto quasi, più temibile perché non te lo aspetti così forte. L’unica consolazione è che le giornate finiscono sempre prima, ma l’afa pomeridiana è davvero incredibilmente opprimente.

Nuvoloni scenografici al tramonto, 31 agosto
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Una (lunga) botta di caldo

La prima metà di questo mese è stata veramente dura, a livello climatico: caldo, soloe, sole, caldo, e umidità spesso altissima. Ci sono stati solo due piccolissimi intervalli, troppo poco per dare sollievo, con piogge scarsissime. Come ho raccontato in un altro post, ho preso contromisure laddove possibile, per le piante più a rischio: tende e teli sul pavimento per il balcone, bagnature a go-go, tessuto-non-tessuto per gli aceri giapponesi e via dicendo, ivi comprese lunghe sessioni di annaffiature aggiuntive.

Charlie tra alcuni aceri protetti con tnt, 19/8
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In campagna da Alex

Breve soggiorno nella casa di campagna di Alex e Antonio, nella bassa (anzi, bassissima) piemontese, dove aspettavano da qualche giorno anche Laura e Daisy. Il posto è incantevole, tranquillo e appartato – fors’anche un filo troppo, dal momento che se andate in giro per paesi in questa stagione bisogna essere pronti al fatto che, se vi venisse fame, si rischia di non trovare un negozio, locale o bar aperto per chilometri e chilometri; se poi siete a piedi, la prova di sopravvivenza è servita!

Ma questa è un’altra storia, quella che riassumo qui riguarda invece una piccola casa con un piccolo orto-giardino in cui ritrovare ritmi antichi, circondati solo dal verde delle colline, da poche case sparse e da una quiete punteggiata dei soli suoni della natura.

Nosy, la gatta di casa, in perlustrazione
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Piccolissimi passi

La morsa feroce dell’afa si è fortunatamente allentata, negli ultimi giorni, rendendo possibile ricominciare a fare qualche lavoretto, oltre che a respirare… certo, il mio piccolo orto non è stato mai abbandonato, così come il boschetto di aceri ha ricevuto annaffiature extra (altrimenti credo che sarebbe letteralmente evaporato), ma c’è voluta una certa forza di volontà e tutto l’affetto per queste nobili e silenziose creature che sono le amiche piante.

alchechengi
Gli alchechengi peruviani rinvasati recentemente, 15 agosto
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