Come non detto…

Neanche il tempo di rileggere il post di ieri, che la parte “bella” della tanto decantata mezza stagione si è volatilizzata: oggi nessuna maglietta a maniche corte, niente languido crologiarsi al sole, e di gloriosi colori neanche a parlarne, com’era da aspettarsi! Atmosfera fredda e quasi sempre coperta, il sole un pallidume non molto convincente, e verso sera il cielo che comincia a borbottare e a venarsi di saette allarmanti. Un po’ d’acqua, e domani si vedrà!

Fiore di azalea rossa, 6/10
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Buona la mezza

Lo scorso settembre è stato freddissimo, almeno nella seconda parte, e l’autunno sembrava arrivato di gran carriera, con tanto slancio da rischiare di slittare direttamente in un inverno troppo anticipato. Poi è arrivato ottobre, le temperature sono un po’ salite e ci siamo ritrovati con diverse piogge e una certa nostalgia per certe giornate ottobrine, periodo in cui ci eravamo abituati alla possibilità di un tuffo al mare senza particolari problemi. E sono arrivate anche un paio di giornate splendide, terse, soleggiate e calde, tanto che un prunetto è andato un po’ in confusione e ha fatto qualche fiore (e qualche fogliolina, dopo averle perse praticamente tutte).

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Leggermente umido

Giornata di allerta rossa/arancione, oggi, e pioggia a volontà. L’umidità dell’aria è alta, non fa freddo, anche nei vasi in casa la terra è bella umida. Nel pomeriggio noto che le foglie degli alchechengi venuti da seme, lasciati in cucina per evitare stragi dovute al vento, sono costellate da piccole gocce d’acqua ai margini. Che fenomeno curioso! L’umidità atmosferica era tanto alta che dalle foglie stesse l’acqua in eccesso non riesce a evaporare. Ma deve essere comunque eliminata, così viene espulsa direttamente in stato liquido, e va a depositarsi lungo i margini in minuscole goccioline, pronte a cadere alla prima occasione,

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Identifica questo/1

Andare in giro e osservare gli alberi, anche se stai a fare tutt’altro, è un esercizio rilassante e divertente. Anche difficile, perché non si è mai nella stagione giusta per il riconoscimento a colpo d’occhio, e a volte frustrante… bisogna fotografare, raccogliere qualche elemento – foglie, frutti, bacche o rametti – e sperare di avere il tempo e la fortuna di trovare una fonte d’illuminazione. Però, o almeno è questo l’obiettivo, si arriva pian piano a ri-conoscere ciò che ci circonda, amandolo e apprezzandolo anche di più: ciò che ha un nome è più vicino al cuore!

riconoscimento acero
Tronco e foglie di acero in un campus universitario: Acer campestre?
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