Lo scorso settembre è stato freddissimo, almeno nella seconda parte, e l’autunno sembrava arrivato di gran carriera, con tanto slancio da rischiare di slittare direttamente in un inverno troppo anticipato. Poi è arrivato ottobre, le temperature sono un po’ salite e ci siamo ritrovati con diverse piogge e una certa nostalgia per certe giornate ottobrine, periodo in cui ci eravamo abituati alla possibilità di un tuffo al mare senza particolari problemi. E sono arrivate anche un paio di giornate splendide, terse, soleggiate e calde, tanto che un prunetto è andato un po’ in confusione e ha fatto qualche fiore (e qualche fogliolina, dopo averle perse praticamente tutte).
Questi ultimi giorni sono quelli perfetti: il sole si alza con calma, scalzando notti lunghe e fredde; la rugiada indugia a lungo prima di asciugarsi, ma nel pieno del dì il calore bacia la pelle, i colori si saturano e si accendono, mentre maglie e giacche volano in un cantuccio, inutili, e pare non esserci altro che luce, armonia, dolcezza di vivere.

Si percepisce però la fuggevolezza di quest’esplosione di calore, e istintivamente si cerca di goderne il più possibile prima che sfumi via… ci si aggrappa ai raggi sempre più bassi, sempre più flebili, fino ad arrendersi al crepuscolo e alle sue umide ombre. L’aria torna a essere pungente, in breve è un buio un po’ ostile o forse materno, che sospinge in casa, al riparo.
La mezza stagione. La migliore!

Il bosso (a sinistra) e la conifera erano pressapoco uguali… 
La Piazzetta con la nostra vedette, il pepe rosa, a dicembre 2016 
Il pepe rosa, ottobre 2020 
Bosso variegato, 6/10 
Fiori di rosmarino 
Salvia greggii 

Abelia x grandiflora ‘Confetti’ in fioritura, 6/10 
L’azalea rossa di Laura, 6/10 
Sguardo ravvicinato su anemone, 6/10
Riconoscimento: a colpo sicuro… e non. Se su Mahonia aquifolium non ci sono dubbi, il frassino già presente a Tuchel (e mai fiorito) non riesco a identificarlo. Sicuramente non F. excelsior (avrebbe le gemme nere) né F. angustifolia (avrebbe le foglie più sottili e allungate); somigliante a F. ornus (orniello), ma le gemme sono rossicce e non grigie e più piccole. Forse F. latifolia o un ibrido?
In copertina: fiore di Tradescantia pallida, 29 settembre







