Fiori d’ottobre

Altra giornata sostanzialmente estiva, allietata verso sera dalla spedizione in un (ottimo) ristorante per festeggiare il compleanno di Sandro. Approfittando del tempo splendido e del fine lavori “elettrici” abbiamo fatto qualche ritocchino alla fascetta del limone australiano, liberandola dalle pietre e predisponendo finalmente un angolo (in realtà è un… lato, ma metaforicamente parlando va bene) per alcune delle nostre bellissime e amatissime succulente. Domani è allerta meteo gialla, bisognerà inventarsi qualcosa in protezione, ma per ora le piantine si godono un meritatissimo, caldo sole di metà ottobre.

Dall'alto e di fronte: la fascetta col limone australiano (Citrus australasica) e la sistemazione delle piante succulente (molte caudiciformi)
Dall’alto e di fronte: la fascetta col limone australiano (Citrus australasica) e la sistemazione delle piante succulente (molte caudiciformi)
Alcune delle amate euforbie
Alcune delle amate euforbie portate vicino al limone australiano

Ma il tema del post è un altro, e riguarda diverse fioriture che iniziano o continuano in questi giorni, colorandoli di toni ora accesi ora tenui, in attesa che il testimone dello spettacolo cromatico passi al fogliame di alberi e piante, verso il riposo.

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Il fiore rosso porpora della salvia ananas (Salvia elegans)

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Autunno?

Non sembra proprio di essere in ottobre – perlomeno oggi, perlomeno durante le ore diurne – e sì che cominciano a celebrarsi sagre dei porcini (buoni!!), delle castagne e simili.

Il primo di ottobre è stato tranquillo, coperto ma non freddo, e ha visto anche un po’ di pioggia; ieri molto sole fino al primo pomeriggio; oggi, cielo limpidissimo, sole caldo, nuove fioriture. Uno splendore. Ogni giorno è una scoperta, nel senso che a livello meteorologico non solo le previsioni non ci azzeccano, ma nel giro di 24 ore passiamo con disinvoltura da una stagione all’altra. Mah.

A Tuchel le piante fioriscono o rifioriscono e chiedono molto da bere; le accontentiamo. Fervono i progetti, nel giro di poco dovremmo portare l’elettricità e predisporre uno spazio per collocare una casetta degli attrezzi. Nel frattempo ci arrangiamo, saltiamo la corda e cerchiamo di far fuori tutti i cachi che sforna l’alberello. Non è facile!

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La strana accoppiata

Giornata caldissima, quella di oggi, davvero da mare (per chi ne ha la possibilità). L’inizio e la prima metà di settembre sembravano virare subito all’autunnale/tempestoso, meteorologicamente parlando, mentre gli ultimi giorni hanno regalato temperature sostanzialmente estive e inaspettate scottature. In fretta e furia avevamo tirato fuori dall’armadio maglie pesanti, giacche e impermeabili – estraendole da recessi ormai dimenticati – ma altrettanto in fretta li abbiamo ricacciati dentro, accaldati e sudati pur avendo addosso solo una canottierina.

Non si sa se ci sia una correlazione, ma a queste bizzarrie climatiche se ne accompagna una, diciamo, agricolo/degustativa, visto che da ormai una o due settimane raccogliamo e degustiamo i cachi dell’omonimo albero (Diospyros kaki o loto della Cina) sulla fascetta Mediterranea. Il bello è che i cachi dovrebbero maturare a novembre – tra l’altro quei grossi pomi arancione appesi ad alberi completamente spogli, magari con lo sfondo plumbeo di una giornata di fine autunno, fanno sempre un certo effetto, tra l’allegro e lo straniante – e non a settembre, come i fichi. Dovrebbero. Invece eccoli lì, ora, e non resta che approfittarne… mica li faremo cadere e spiaccicarsi per la gioia delle sole formiche, no? E poco male se dovranno dividersi lo spazio con i fichi, con i quali condividono una consistenza molle (con tendenza a spappolarsi) e un gusto molto zuccherino.

Fine settembre, raccolta di fichi... e cachi
Fine settembre, raccolta di fichi… e cachi

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