E tre! L’albero di fichi neri sta già fornendo frutti in abbondanza, impossibile farli fuori tutti – e bisogna fare in fretta, abbiamo notato che i fichi troppo maturi iniziano ad avere un retrogusto di aceto.
… anzi, la gatta. Charlotta, la più paciocca delle tre, si è fatta trovare un lunedì mattina con un brandello di pelle del ventre penzolante dall’aspetto davvero poco bello. Corsa alla clinica veterinaria, naturalmente (in scooter! Per fortuna eravamo in due), una lunga attesa, visita e verdetto: un lungo taglio da ricucire, e già che ci siamo qualche esame per escludere malattie feline virali.
La lascio lì appena fatta la puntura di sedativo; lui è già andato al lavoro, non resta che gironzolare sotto il sole cocente alla ricerca di cibo e acqua e far passare due orette per l’operazione chirurgica e il risveglio, con l’aiuto di un paio di riviste piuttosto inutili. Torno, aspetto un po’ più del previsto e me la riconsegnano, già sveglia e ancora un pochino impaurita, con ricette e indicazioni per la guarigione. La sutura è lunga e ben visibile, ma a modo suo il filo blu ha una certa apprezzabilità estetica… e soprattutto funzionale.
Paticolare del taglio suturato
Finalmente la riporto a casa (in autobus!!), fa un caldo bestiale e lei non è una piuma, ma per le nostre piccole questo e altro, no?! La sera riserva qualche coccola in più e l’antibiotico a Charlie, che resta tutta la notte appiccicata a noi sul letto, e tutto il giorno dopo, invece, sdraiata per terra (al fresco?) a dormire. Ci preoccupavamo che volesse uscire… macché, non ha fatto nemmeno finta, povera! Leggi tutto “Come ti ricucio il gatto…”
Una curiosa piccola mantide appostata sulla porta di casa
Sabato sera, grigliata. Poche persone, madre e zii di lui da una parte e sorella di lei dall’altra, ma molto ben intenzionate a godersi una lunga, calda, piacevolissima serata di inizio luglio dopo una giornata di intenso lavoro.
Sì, perché – impegni quotidiani a parte – anche la preparazione di una cena all’aperto richiede i suoi tempi, tanto più che dovevamo partire dalla base: rendere decentemente agibile l’area della Cisterna, sgombrandola dall’inutile, attrezzandola con qualche arredo e creando un po’ di ombra per potervi stare più di qualche minuto senza cuocere.
Qualche giorno fa lo avevamo anticipato, e in effetti abbiamo poi concretizzato il trasloco di Fred. Troppo esposta la terrazza, troppo sole, troppo vento caldo, troppo poca vegetazione intorno, e il povero acero rosso pativa, le sue foglie si seccavano e poi cadevano.
Tende di stoffa per proteggere Fred: non è abbastanza!
Abbiamo pensato che la sua salute venisse prima del nostro progetto, e che non valesse la pena impazzire per farlo stare in un posto non congeniale… quindi vanga di nuovo in mano, l’altro ieri lo abbiamo tirato fuori dalla sua buca, rimesso in vaso e spostato in un punto molto più riparato, all’ombra del fico. Nel frattempo avevamo elucubrato molto su cosa e come ottenere sulla terrazza alta; abbiamo fatto “audizioni”, prendendo in considerazioni questa e quest’altra specie, e come in tutte le audizioni molti candidati sono stati bocciati (o rimandati). Infine abbiamo deciso: niente atmosfera giappo-esotica, bensì un boschetto… Leggi tutto “Fred trasloca… Mimmo e Rosa subentrano”