La giornata è marzolina, non pare proprio la Vigilia: abbiamo potuto dedicare il pomeriggio ai consueti lavori in giardino, evitando le corse pazze in cerca di doni materiali, e godendoci una giornata di sole gradevolissimo, caldo, senza un alito di vento. Il più bel preludio a un Natale che ci auguriamo sereno, riposante e pieno d’amore e d’affetto per tutti, ma proprio tutti.
Dicembre dovrebbe essere già periodo di letargo per quasi tutte le piante, al limite offrire qualche frutto tardivo come nespole comuni, corbezzoli, acca e via dicendo. Quest’anno però è ancora molto mite, o sarà anche per il fatto che diverse piante sono state messe a dimora in piena terra da poco – fatto sta che continuano o iniziano diverse fioriture. Una in particolare ci colpisce, quella in preparazione di Aloe (melanacantha?), una pianta seminata da lei diversi anni fa.
Aloe melanacantha con due spighe fiorali in formazione
Lui ha insistito molto: dietro la fila di ulivi, oltre la scarpata che ospita anche diversi alberelli di Prunus un po’ male in arnese, ci sono (c’erano) accatastati parecchi alberi, quasi tutti eucalipti molto alti, un ciliegio nell’angolo più a ovest, un albicocco e un prugno “perino” (lo chiamiamo così perché è quello che produce quelle buffe prugne peroidi, molte gustose e particolari) sovrastati da tutto il resto, e i più sovrastati da tutti, degli alberelli sempre di prugne, ma quelle piccole, tonde e gialle, all’estremità ovest, dietro il ciliegio e le canne, sotto all’albicocco e agli eucalipti e anche al grande castagno che incombe da sopra il Pratone.
L’idea iniziale era di limitare parecchio gli eucalipti, dando più spazio e privilegiando albicocco, prugno “perino” e ciliegio – insomma di puntare a una sorta di frutteto pur un po’ penalizzato dalla presenza di qualche ulivo. Poi, osservando la grande ammucchiata ci siamo resi conto che alcuni degli eucalipti formano un contorno più o meno regolare – con un po’ di buona volontà si può dire che definiscano appunto un cerchio, o perlomeno un mezzo cerchio, dove l’altra metà è rappresentata dalla scarpata piena di rovi che sale al Pratone. Da qui il desiderio di lui, di valorizzare questa sorta di circonferenza, eliminando solo gli eucalipti al di fuori di essa.
Dentro il Cerchio… ancora confuso; sulla destra il ciliegio e l’albicocco
Oggi 8 dicembre, giornata sensazionale con un sole quasi cocente (?!) che permetteva di stare tranquillamente in maglietta – e anche senza…
Torniamo un attimo a ieri: altra giornata di sole pieno ma con un po’ vento, tutto sommato adatta a fare lo spuntino di mezzogiorno in terrazza. In effetti è venuto a trovarci Diego, il nostro vivaista ormai di fiducia, che ha dato una rapida occhiata alla zona bassa (Cisterna, pratone, Palificata, Piazzetta e Fascette varie) piena di piante fornite da lui. Abbiamo mangiato, abbiamo bevuto e abbiamo parlato naturalmente di piante, ma non solo.
7 dicembre, spuntino in Terrazza con DiegoDatura stramonium: frutto
Diego ha anche identificato quella specie di zucchina spinosa che si vede in giro per il pratone e, con un esemplare più grosso, sulla Terrazza Spagna (qui a fianco la buffa capsula si sta aprendo per liberare i semi): trattasi dunque di Datura Stramonium, una specie autoctona molto velenosa e chiamata anche – possiamo intuire il perché – noce spinosa, o anche erba del diavolo ed erba delle streghe. I suoi alcaloidi hanno proprietà allucinogene e narcotiche e, come molti veleni, hanno un utilizzo terapeutico e rituale in particolare in diverse tribù indiane. Meglio non provare a fare altrettanto, però: Wikipedia avverte che la dose attiva è molto vicina a quella tossica, che a sua volta può portare alla paralisi muscolare e dunque alla morte (!).
Oggi, 8 dicembre, secondo la tradizione avremmo dovuto consacrarci alla realizzazione di ghirlande e decorazioni natalizie; invece, come detto, ci siamo trastullati un poco al sole, ma prima e dopo ci siamo rotti la schiena a tagliare tronchi (di fico, di prugno, di eucalipto e ancora di qualcos’altro) con la motosega e a sistemare la legna. Naturalmente abbiamo anche bagnato il bagnabile e fatto qualche altro piccolo intervento. Leggi tutto “Ieri e oggi”