Pomeriggio d’estate, si sta a sonnecchiare su una sdraio, tra il sole e l’ombra mossa della vite, ma c’è qualcosa che tiene svegli e impedisce una pennichella come si deve… Qualcosa di vicino, di insistente anche se non frastornante, e di invisibile. Una presenza oscura e aliena, insomma. Ma dove si anniderà?
Tutto intorno appare tutto normale, tranquillo, eppure c’è qualcosa di vibrante che proviene da… sì, sembra strano, ma proviene proprio dal pilastrino all’angolo sud. Starà prendendo vita?
… anzi, la gatta. Charlotta, la più paciocca delle tre, si è fatta trovare un lunedì mattina con un brandello di pelle del ventre penzolante dall’aspetto davvero poco bello. Corsa alla clinica veterinaria, naturalmente (in scooter! Per fortuna eravamo in due), una lunga attesa, visita e verdetto: un lungo taglio da ricucire, e già che ci siamo qualche esame per escludere malattie feline virali.
La lascio lì appena fatta la puntura di sedativo; lui è già andato al lavoro, non resta che gironzolare sotto il sole cocente alla ricerca di cibo e acqua e far passare due orette per l’operazione chirurgica e il risveglio, con l’aiuto di un paio di riviste piuttosto inutili. Torno, aspetto un po’ più del previsto e me la riconsegnano, già sveglia e ancora un pochino impaurita, con ricette e indicazioni per la guarigione. La sutura è lunga e ben visibile, ma a modo suo il filo blu ha una certa apprezzabilità estetica… e soprattutto funzionale.
Paticolare del taglio suturato
Finalmente la riporto a casa (in autobus!!), fa un caldo bestiale e lei non è una piuma, ma per le nostre piccole questo e altro, no?! La sera riserva qualche coccola in più e l’antibiotico a Charlie, che resta tutta la notte appiccicata a noi sul letto, e tutto il giorno dopo, invece, sdraiata per terra (al fresco?) a dormire. Ci preoccupavamo che volesse uscire… macché, non ha fatto nemmeno finta, povera! Leggi tutto “Come ti ricucio il gatto…”
In questa fresca giornata di luglio (ha minacciato pioggia tutto il giorno) abbiamo fatto poco in giardino, giusto l’ordinaria amministrazione. Armata di macchina fotografica ho ripreso il prugno selvatico che spunta da un muro, dritto dritto sulla strada, per documentare il prima-e-dopo; salita la rampetta all’ingresso scorgo due pernici (pernici? boh!) in fuga, che zampettano rapide verso gli ulivi per darsi alla macchia. Le avevo già adocchiate, e stavolta le posso finalmente fotografare (male, ma ci accontentiamo!)
Avifauna si dà alla macchia!
Con l’occasione rispolvero qualche vecchio incontro, al quale cerco di dare un nome. Per esempio, durante le “pulizie” di aprile… Leggi tutto “Incontri in giardino/2”
Non sembrerebbe, ma anche l’estate è un tempo di attese.
C’è la gatta che attende il topolino al varco, e quasi lo fa fuori. Si interviene con uno spruzzo d’acqua, un annaffiatoio, e si attende che il topino si faccia salvare salendo su una canna di bambù, sottile come le speranze di sfangarla… e forse anche lui, riparato dietro la struttura di ferro di un mobiletto da giardino, attende un intervento salvifico, qualunque esso sia, una possibilità per poter continuare le sue corse affamate e silenziose. L’ho lasciato al limitare del bosco – troppo lontano, forse, dalla sua tana? – chissà se e per quanto riuscirà a farla franca in questo territorio ad elevata densità felina…