Chi abita con un gatto lo sa bene: il suo istinto di predazione è fortissimo, inestirpabile, e si rivolge a qualsiasi cosa o essere che si muova (o che possa essere mosso) e che non superi le dimensioni di un piccione. Ecco quindi il felino di casa cacciare palline di vario genere, mosche, calzini, penne, elastici da capelli (!) e via elencando. Se il suddetto felino ha la possibilità di andare all’aperto il parco prede si amplia notevolmente: uccellini, lucertole, farfalle, topini…
Moltiplichiamo il felino d’esempio per tre, e consideriamo il fatto che – anche se non viviamo proprio in campagna – certo non siamo nemmeno in pieno centro città; risultato, le tre dolci bestioline fanno il possibile per portare il loro contributo alimentare, o quantomeno ludico, e non si contano più code di lucertola, zampe di cavalletta, piume di uccellini lasciati in giro per casa – a volte pure corpi mummificati di gechi.
Se la vittima è ancora viva e sufficientemente vegeta, scatta la corsa al salvataggio: non si contano neppure lucertole, ramarri e gechi tolti dalle grinfie delle (stre)gatte o recuperati sotto mobili, dietro al letto o sul soffitto e depositati amorevolmente in qualche angolino all’esterno, passabilmente sicuro. L’ultima occasione degna di nota, per ora, è stata quella di ieri, quando Charlie… Leggi tutto “Save the snake!”




