Non sembrerebbe, ma anche l’estate è un tempo di attese.
C’è la gatta che attende il topolino al varco, e quasi lo fa fuori. Si interviene con uno spruzzo d’acqua, un annaffiatoio, e si attende che il topino si faccia salvare salendo su una canna di bambù, sottile come le speranze di sfangarla… e forse anche lui, riparato dietro la struttura di ferro di un mobiletto da giardino, attende un intervento salvifico, qualunque esso sia, una possibilità per poter continuare le sue corse affamate e silenziose. L’ho lasciato al limitare del bosco – troppo lontano, forse, dalla sua tana? – chissà se e per quanto riuscirà a farla franca in questo territorio ad elevata densità felina…

