Fiori d’ottobre

Altra giornata sostanzialmente estiva, allietata verso sera dalla spedizione in un (ottimo) ristorante per festeggiare il compleanno di Sandro. Approfittando del tempo splendido e del fine lavori “elettrici” abbiamo fatto qualche ritocchino alla fascetta del limone australiano, liberandola dalle pietre e predisponendo finalmente un angolo (in realtà è un… lato, ma metaforicamente parlando va bene) per alcune delle nostre bellissime e amatissime succulente. Domani è allerta meteo gialla, bisognerà inventarsi qualcosa in protezione, ma per ora le piantine si godono un meritatissimo, caldo sole di metà ottobre.

Dall'alto e di fronte: la fascetta col limone australiano (Citrus australasica) e la sistemazione delle piante succulente (molte caudiciformi)
Dall’alto e di fronte: la fascetta col limone australiano (Citrus australasica) e la sistemazione delle piante succulente (molte caudiciformi)
Alcune delle amate euforbie
Alcune delle amate euforbie portate vicino al limone australiano

Ma il tema del post è un altro, e riguarda diverse fioriture che iniziano o continuano in questi giorni, colorandoli di toni ora accesi ora tenui, in attesa che il testimone dello spettacolo cromatico passi al fogliame di alberi e piante, verso il riposo.

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Il fiore rosso porpora della salvia ananas (Salvia elegans)

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Di oggi

Classica giornata di piena, pienissima estate. Il sole caldo che acceca, i frutti che maturano in silenzio, nell’aria solo fruscii misteriosi, ronzii estenuati, e quell’idea di stasi forzata e di immobilità che inizia però a mostrare segni di evoluzione.

Un giro per fotografie, e ti rendi conto che arrivata una certa ora il sole è sempre più basso sull’orizzonte, e che fa buio improvvisamente e prima, molto prima di quanto avresti pensato. Il cielo terso, pastoso, fa comunque da cornice ineguagliabile a tutto ciò che viene incontro, lo valorizza, lo satura di colore e, viene quasi da dire, di sapore e di essenza.

C’è solo un punto a Tuchel, lì in fondo, ai margini della Radura, dove il torrido non è mai arrivato; protetti dalle chiome di alti alberi, gli evasivi Amaryllis belladonna si sono dati forse un segnale segreto, e i loro grandi fiori punteggiano ora la penombra altrimenti scura e sempre fresca creata dal noce, dal nespolo, dal piccolo caco…

Pigramente, impercettibilmente cambiano i giorni verso la fine estate. Ma è, ancora, grandiosamente estate. Godiamocela… Leggi tutto “Di oggi”

Il giardino di Laura

È dura farlo, ma ogni tanto bisogna pur uscire nel mondo, magari “scendere a valle”, andare a trovare qualcuno, insomma avere una vita sociale… e così eccola, giovedì scorso, inforcare il motorino e andare verso il centro (centro? Centro di cosa? Per chi?) con un paio di visite in programma; del resto la giornata è soleggiata ma non torrida e si presta proprio bene.

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E questo?!

Sì, ecco, ci ha colti un po’ di sorpresa.

Siamo arrivati alla Radura, in fondo alla Passeggiata, per raccogliere le pesche bianche dall’albero che vi è piazzato proprio in mezzo (e l’abbiamo fatto, ma erano pochissime e davvero rovinate… troppo lavoro anche farne marmellata!), e lui adocchia dei fiori, vistosi. Ci avviciniamo. Sembrano gigli: si tratta di un grappolo di fiori grandi e profumati, bianchi con striature rosa, con sei petali (anzi, tre sepali, più esterni, e tre petali). Che sia un esemplare fuggito da qualche giardino? Si vedono solo i fiori, su uno scapo lunghissimo e prostrato dal loro peso; come identificarlo?

Fiori bianchi, grandi e profumati: giglio?
Fiori bianchi, grandi e profumati: giglio?

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