“Un pensierino per ieri”

Sto andando a Giardino Tuchel. Un battito di ciglia tra le colline di Genova. La strada per raggiungerlo è un lungo segno di matita sulla riva del mare, che poi gira per decidere di salire.

Il cambio di colori e di suoni si avverte piano, quando il blu cambia nel verde delle foglie e i rumori del traffico si fanno radi. Finché la strada finisce. Non ci puoi arrivare in auto. Questa è la condizione, devi lasciare ogni mezzo e avvicinarti piano, passo dopo passo, in salita, ancora. Una salita di gradini, in cima alla quale ti aspetta lo spruzzo azzurro del Plumbago, e ti rinfresca, come una piccola pozza d’acqua nel silenzio ronzante dell’estate.

Grazie Laura!

 

In copertina: bocciolo di Amaryllis belladonna (?)

E questo?!

Sì, ecco, ci ha colti un po’ di sorpresa.

Siamo arrivati alla Radura, in fondo alla Passeggiata, per raccogliere le pesche bianche dall’albero che vi è piazzato proprio in mezzo (e l’abbiamo fatto, ma erano pochissime e davvero rovinate… troppo lavoro anche farne marmellata!), e lui adocchia dei fiori, vistosi. Ci avviciniamo. Sembrano gigli: si tratta di un grappolo di fiori grandi e profumati, bianchi con striature rosa, con sei petali (anzi, tre sepali, più esterni, e tre petali). Che sia un esemplare fuggito da qualche giardino? Si vedono solo i fiori, su uno scapo lunghissimo e prostrato dal loro peso; come identificarlo?

Fiori bianchi, grandi e profumati: giglio?
Fiori bianchi, grandi e profumati: giglio?

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La mattina pulizia, e la sera in compagnia!

Ieri, mercoledì, è stata una giornata davvero piena e gratificante. Alla mattina, sotto questo sole (clima già torrido alle 8!) ci siamo dati da fare per liberare l’ingresso “carrabile” del giardino Tuchel: con l’aiuto di Mario e di una insostituibile, impareggiabile Apecar 200 abbiamo fatto due cariconi di telai, persiane e altri rottami di legno (più tegole, pezzi di manichette, e un grosso coso di cemento armato), e uno (molto, molto sostanzioso) di rottami metallici i più disparati: tondini, reti, griglie, ganci, lamiere, molle (!) e via sferragliando – il tutto adeguatamente corroso, arruginito e pericolante pericoloso. I primi consegnati all’isola ecologica, l’ultimo portato in un punto di raccolta del ferro, dove farà buon peso per una successiva vendita a ditta specializzata.

Rottami di ferro da portare via
Rottami di ferro da portare via

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Una visita inaspettata

Occhi indiscreti ne avevano già rivelato la presenza, una mattina di qualche giorno fa; altri segni del suo passaggio li avevamo notati più volte, ma senza mai coglierlo in flagrante. Per la verità, lui lo aveva già visto: se ne stava beato sotto il fresco di un fico, un’altra mattina, e se ne era andato, silenzioso e tranquillo, al suo arrivo.

Stasera invece – o meglio oggi pomeriggio, intorno aĺle quattro – si è fatto cogliere in azione, mentre zampettava sotto gli ulivi, presso la terrazza Spagna, alla ricerca di qualche ghiottoneria. Lui si è avvicinato, ancor più silenzioso, ed è riuscito a coglierlo in due scatti. Eccolo! Leggi tutto “Una visita inaspettata”