
Non capita spesso di desiderare, quasi invocare la pioggia, considerata “cattivo tempo”, almeno fino a quando non si ha qualcosa di simile a un giardino, un terreno, un orto: allora tante cose cambiano, e senza quasi accorgersene ci si riscopre (meteorologicamente parlando), come dire, tradizionalisti. Si vuole che l’autunno e l’inverno siano freddi abbastanza da mandare le piante in riposo, e mantenervele per un periodo sufficiente di tempo; che ci sia sole, ma non tanto da bruciare il terreno; che piova quando deve piovere – e comunque abbastanza di requente – perché le piante abbiano acqua in modo naturale e la terra non diventi polvere che scivola o frana quando infine arriva l’acquazzone.

Lo scorso dicembre ci sono state diverse giornate che sarebbero state adatte per andare al mare, e lo stesso i primi giorni di gennaio; poi è venuto un freddo cane, con un vento insopportabile, ma nemmeno una goccia d’acqua degna di questo nome. Ogni tanto previsioni fosche, ma senza seguito. Eravamo preoccupati. Un paio di giorni fa, invece, qualche pioggia è finalmente arrivata, e pare che durerà (salvo la pausa di ieri, di nuovo caldo) tutta la settimana… c’è quasi da far festa! L’acqua è ristoro per le piante e per la terra che se ne imbeve; il terreno meno asciutto significa anche poter bruciare le frasche, che (almeno a Tuchel) si accumulano a ritmo serrato insieme ai residui delle potature, spesso drastiche, che stiamo operando.


Per dirne una, Mario ha terminato il suo lavoro con gli ulivi, lasciando le Terrazze nuovamente ingombre di un bel po’ di materiale da smaltire… ieri ci siamo appunto dedicati alla selezione del taglio degli ulivi: rametti e fogliame da una parte, per i falò, tronchi e rami più grossi dall’altra, ridotti a misura di barbecue o camino. Un lavorone, allietato dalla temperatura primaverile e dalla presenza discreta e giocosa di Elly e Charlie.


Tanto per far lavorare un po’ la motosega, abbiamo anche fatto delle prove di tagliere con un tronco di eucalipto (avevamo fatto lo stesso la settimana scorsa con il ciliegio sdraiato della Radura). Bisognerà affinare la tecnica, ma la cosa promette bene!