Profumata tregua

Le temperature si sono infine alzate, oggi, rendendo la giornata più simile a quello che ci si aspetta in un dì di maggio. Loretta ha fatto la sua visita di controllo della fasciatura: tutto a posto, ancora una settimana e si potranno togliere i punti sulla cute. Approfitto della breve sortita in centro per acquistare dell’olio di lino a uso botanico – sperando che sia efficace per le infestazioni di pidocchi sulle rose e sul viburno Palla di neve – e qualche piantina da orto (come resistere all’idea di avere datterini, pomodori e peperoni freschi?!) che dovrò affrettarmi a sistemare… non avessi già molto da fare!

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Poco maggiolino

Poco maggiolino, per così dire, è ancora il tempo di questi giorni: mezza Italia è sotto pioggia o neve o grandine e con temperature più tipiche di novembre o dicembre. Anche qui intorno si vedono i monti imbiancati, e la gente gira con sciarpa e piumino (sciarpa e piumino!!). Ieri mattina c’erano 8 °C, ogni tanto piove – meno male! – e fa davvero freddo.

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Quello che non ti aspetti

Pasqua è passata, per una volta fuori casa, e così Pasquetta e il 25 aprile. Quello che non ci si aspettava era il tempo, piovoso e freddino, che ha imperversato appunto da Pasquetta al fine settimana scorso; poi qualche giorno di sole, ma con l’aria fresca e una notevole condensa mattutina, addirittura una breve grandinata il 26, e – oggi – l’apoteosi del freddo: 8 °C al mattino, sole caldo ma non troppo e brividi schietti all’ombra. In casa siamo sui 17 °C; ovviamente NON accendiamo i caloriferi, ma insomma, è piuttosto anomalo!

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Un posto per il viburno

Oggi pomeriggio ho raccolto le forze e il momento giusto e, dopo qualche altro piccolo lavoretto e con la compagnia di Loretta e Thor che scorrazzavano per le terrazze, ho scavato la buca per mettere in piena terra il profumato viburno acquistato circa un mese fa. Una buca piuttosto grossa e con un coefficiente di difficoltà dato dalla pendenza del luogo scelto per l’impianto, ma è andata più liscia del previsto, e alla fine ho completato il lavoro, pur avendo ipotizzato di farlo domani.

Il posto: lungo il piccolo declivio sotto agli ulivi, all’estremità della terrazza Spagna, e a protezione dei due limoni di zia Mara, che a loro volta chiudono il piccolo spazio su cui si apre il secondo cancelletto della recinzione.

buca viburno
Durante lo scavo, 16 aprile
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