Risvegli

Rodantemo, cineraria e salvia in piena fioritura, 28 aprile
Rodantemo, cineraria e una salvia in piena fioritura, 28 aprile

L’inverno duro e tardivo di quest’anno sembrava aver lasciato diverse vittime al suo passaggio; e alcune ce ne sono state, ma con nostra sorpresa e gioia ogni giorno scopriamo che sono sempre meno di quanto temessimo.

Le piante hanno questo di meraviglioso, che “lavorano” nel buio e nel silenzio e sono in grado di ripartire, o letteralmente di rinascere, anche quando tutto sembra ormai perduto, andato, condannato. E così, conservando, curando, scrutando con pazienza vasi e fusti apparentemente privi di vita e magari bruciati dal ghiaccio, è emozionante scoprire segni prima minutissimi, ambigui, di un possibile risveglio. Tracce trascurabili, microscopici puntini verdi che si fanno via via più palesi, si allargano gonfiando il legno secco, fino a mostrarsi inequivocabilmente per quello che sono e che le origina: nuova vita! O anche, altre volte, rami secchi che da un giorno all’altro si coprono di foglie, lasciando incerti a chiedersi “com’è possibile che fino a ieri non si vedesse nulla di nulla? Davvero questa pianta è rinata in una notte?“.

melo pesco
Il melo (a sinistra) e il pesco nano, 28 aprile

Naturalmente no, le piante non rinascono in una notte; restano vive, ma non possiamo saperlo fino a che non buttano fuori qualcosa da quest’altra parte, qui dove siamo noi, la parte fatta di aria, di luce e di sole. Ed è  bellissimo quando succede!

Tra le piante “resuscitate” dopo una morte apparente: lantana di Laura, gelsomino, plumbago, eugenia mirtifolia, limone, limone autraliano, stevia e, in casa, Jatropha podagrica. E ancora, particolarmente eclatante è stato (o meglio, sta essendo) il risveglio delle strelizie, che hanno una storia molto lunga e discretamente tormentata. Speriamo che non sia finita!

jatropha
Jatropha podagrica, 29 aprile

Una sorta di rinascita, non dalla botta invernale bensì da uno stato comatoso che dura da diversi anni, potrebbe essere anche quella di Ryan e di due dei suoi fratelli recentemente approdati e sistemati qui a Tuchel, “liberati” da vasi ormai troppo piccoli per garantire loro il giusto conforto. Stesso discorso per Angelina, l’ultima delle yucche di Angela, già fotografata nel suo nuovo angolino in zona piscinetta (da cui ha prontamente sfrattato il formio variegato appena messo a dimora).

serretta
Dentro alla serretta che ha protetto le piante più delicate, 29 aprile

In copertina: ospite su fiori di salvia