Banale ma vero

Un paio di settimane fa eravamo rintanati sotto al piumone a chiederci se non era il caso di accendere ancora il riscaldamento, o magari il camino; pochi giorni ed è scoppiata una sorta di estate torrida (per due o tre giorni temperature orribilmente vicine ai 30 °C) che, salvo un paio di simboliche spruzzate di pioggia, continua tuttora. Si salva qualche mattina (oggi sul presto, per esempio, c’erano poco più di 10 gradi), altrimenti sarebbe già emergenza caldo. Poi uno dovrebbe cercare di evitare i luoghi comuni, se proprio non riesce a essere originale, ma come evitare il classico dei classici: “non esistono più le mezze stagioni”? Sarà anche banale, ma è anche un dato di fatto – peraltro dai risvolti climatico-sensoriali non piacevolissimi…

Una bella quercia verso il bosco, 27 aprile
Una bella quercia verso il bosco, 27 aprile

Con andamento inversamente proporzionale alla temperatura, infatti, calano pressione e voglia di fare, e le giornate, anche quelle potenzialmente “libere” per dedicarsi a Tuchel, diventano lunghissimi intervalli fra le prime ore del mattino e le ultime del pomeriggio, in cui cercare riparo, ombra e refrigerio nell’immobilità e nella contemplazione sotto alberi frondosi o sopra un confortevole divano.

Spettacolari fiori di iris, 27 aprile
Spettacolari fiori di iris, 27 aprile

Nonostante tali avverse condizioni meteo, comunque, ce la mettiamo tutta per continuare i tanti lavori richiesti in giardino: rinvasi e messe a dimora, semine (di pochi giorni fa quella di pomodori, melanzane, peperoncini  e zucche, queste ultime già lanciatissime!), taglio dell’erba (missione lodevole quanto senza speranza di duratura successo) e ultime potature, risistemazione dei vasi. Con la nuova motocarriola ci siamo lanciati anche in lavori più pesanti, per esempio portando in giro tronchi da cento chili per farne viminate; spazio anche per qualcosa di molto più leggero, come il pesciolino rosso (in realtà beigetto, Carassius auratus) che abbiamo preso pochi giorni fa per la Vasca, e per le grigliate con parentame e ospitame vario.

Verso il giardino giapponese il gelso è ormai uno splendore, e si è trasformato in uno di quegli alberi frondosi sotto ai quali è così bello stare nei meriggi d’estate (e, dal momento che non esistono più le mezze stagioni, anche in quelli primaverili e, ma sì esageriamo, in quelli autunnali). Anche Loretta lo apprezza molto!

Sotto il gelso, vista sugli aceri colorati, 27 aprile
Sotto il gelso, vista sugli aceri colorati, 27 aprile